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Carlo Calenda lancia marcia “Sì Vax” e invita Raggi e Zingaretti

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di Paolo M. Minciotti, #politica

E’ un trappolone per la Sindaca “Ni Vax” già degli Anticorpi Alti e già delle Funivie, l’invito rivoltole da Carlo Calenda a partecipare alla Marcia “Sì Vax” dell’11 settembre a Roma, alla quale il leader di Azione, candidato alla carica di Sindaco di Roma, che non vedrà “simboli di partito” perché “le piazze non possono essere lasciate ai No Vax”, ha invitato anche Nicola Zingaretti.

Una propostona, quella di Calenda, che spariglia le carte innanzitutto a chi lo dà per morto – sbagliandosi – e che mette in croce la Sindaca già dei Sesterzi e del Pannolino Lavabile, ora Sindaca dell’Expo e del “Ni Vax” dopo la magrissima figura a in onda su La 7 dove è sembrata una dilettante alle prime armi, che è in fondo ciò che è.

“Basta No Vax, Ni Vax e fiancheggiatori vari. L’Italia seria deve reagire a questa deriva irrazionale, pericolosa e insensata. Noi organizzeremo a Roma l’11 settembre una manifestazione aperta a tutti e senza simboli di partito”, scriveva due giorni fa il leader di Azione e candidato sindaco di Roma, che oggi torna sull’argomento.

 

 

Mentre Raggi manifesta perplessità (filtra dal suo entourage, ché ogni Sindaca che si rispetti ha un entourage) il PD è fedele alla linea e manifesta indecisione sulla partecipazione alla marcia o meno, ritenendo la marcia la materia grigia del partito, possibilmente divisiva nei confronti dell’elettorato che dovrà andare a votare entro breve. Non so se a voi sembri che ci sia unione a sinistra, rispetto alla corsa al campidoglio. Ma tant’è.

Insomma con la sua propostona, totalmente inaspettata viste le reazione, Calenda ne ha ammazzati due in un colpo solo. Non male per uno che viene descritto come un dilettante con un carattere ai limiti dell’impossibile.

 

 

Per essere chiari: comprendiamo che l’iniziativa di Calenda sarebbe stata vista meglio dopo le elezioni, con la partecipazione del possibile vincitore Gualtieri – sono convintissimi nel PD che andrà così – ma ci sono momenti nei quali con le strategie elettorali ci si dovrebbe pulire là dove non batte il sole, e cominciare a prendere qualche decisione coraggiosa.

Perché questo paese ha bisogno di decisioni e di coraggio. Tutto il resto c’è l’ha già: ha gli imbecilli da social, i servi di partito, gli incapaci al potere, le segreterie delle destre che scelgono i candidati che di politica non sanno nulla, e dell’italiano sanno meno, convinti di poterli dominare meglio; ci sono i movimenti che di tutto questo non ne possono più e scendendo in piazza al momento giusto e vi seppelliranno. E non parliamo dei No Vax, ché parlare di sepolture in questo caso andrebbe molto più in là del black humour che tanto amiamo.

Ciò che manca a questo paese sono leader coraggiosi e a Calenda una buona dose di caratteraccio provocatorio al momento giusto (tipico di quelli ai quali viene rimproverato di avere un brutto carattere, credetemi… Lo so) unito ad un coraggio non usuale nelle competizioni elettorali nostrane, non fa difetto.

Raccoglieranno la provocazione? Ma nemmeno morti. Preferirebbero farsi fucilare in piazza. Così rischieranno di farlo nella gabina elettorale di bossiana memoria e saranno costretti a ingoiarsi il rospo al secondo turno. Tanto sarebbe valso farlo prima.

Perché se Calenda dovesse prendersi un municipio, e il I Municipio potrebbe non essere così lontano, se ne vedranno delle belle.

 

(16 agosto 2021)

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