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Paolo Pace, “Ferrara e i suoi riflettano su come trovare un miliardo di euro per risarcire i danni”

di Gaiaitalia.com, #Roma

 

 

L’ex presidente del Municipio VIII Paolo Pace, fuoriuscito dal M5S e bersaglio di recenti e feroci critiche del M5S e del loro capogruppo in Campidoglio Paolo Ferrara, ci ha inviato questa risposta ad un nostro articolo del 22 agosto, che pubblichiamo integralmente di seguito.

 

Inutile attendere risposte serie e pertinenti dai rappresentanti di quest’amministrazione che preferiscono invece, come prassi ormai consolidata, guardare il dito anziché la luna.

Anche l’ennesimo “appello accorato” alla responsabilità istituzionale affinché non si esponga la città eterna alle pesanti penali milionarie, che gravano come la spada di Damocle su tutti i romani, è caduto nel vuoto.

Gli illustri rappresentanti delle istituzioni che, non avendo evidentemente argomentazioni valide, non se la sono sentita di rispondere ai concreti rilievi oggettivi sollevati, hanno preferito buttarla sugli attriti personali mai sopiti, abituati come sono a confronti del tipo tutti contro tutti, cercando in tal modo di gettare “fumo negli occhi” dei cittadini per far perdere loro il senso vero del comunicato che s’incentrava invece, in maniera incontrovertibile, sugli oltre due miliardi di euro che il Comune potrebbe essere a breve costretto ad iscrivere a bilancio come risarcimento e penali per la politica del “no” a prescindere, ed indicare le soluzioni per evitare la bancarotta di Roma.

Ci si focalizza, invece, su accuse personali e false verso il sottoscritto additandolo come causa di tutti i mali, invitandolo a riflettere sui propri errori. Si dimenticano, questi illustri rappresentanti della cosa pubblica, che il sottoscritto proprio per aver già riflettuto sui propri errori, consistiti purtroppo nel dare fiducia ad un siffatto movimento e nell’aver pensato di poter amministrare un territorio con un’armata brancaleone (pure talebana), ha avuto il coraggio e la dignità di dimettersi dalla sua carica di Presidente di Municipio, come nessuno altro aveva mai fatto prima, e come nessuno tra i consiglieri comunali ha ancora fatto nonostante il disastro amministrativo, manutentivo, politico e finanziario in cui hanno ridotto Roma. Vedremo se questi “profeti della teoria della buona politica” avranno lo stesso coraggio di dimettersi immediatamente quando, alla prima condanna del TAR a risarcire per diverse centinaia di milioni di euro tutti gli investitori danneggiati, sarà inconfutabile il fallimento della loro capacità di ‘amministrare’ Roma.

Ormai è evidente che si preferisca lasciare solo ai Tribunali il compito di decidere il da farsi, con un Comune che diventa di fatto un mero esecutore di sentenze che man mano si moltiplicano, avendo tutti capito che con questa amministrazione è impossibile ragionare e avere ragione bonariamente dei propri diritti.

E’ superfluo, ma necessario per contestare la solita mistificazione informativa a cui sono abituati coloro che insistono nel ribaltare su di me tutte le loro incapacità e responsabilità, ricordare che il mio aderire alla “famiglia” dei Fratelli d’Italia è avvenuto in maniera coerente e solo dopo aver dato le dimissioni da Presidente e dopo aver abbandonato il M5S.

L’articolo odierno de “Il Tempo” riassume in maniera esemplare la situazione e coglie appieno il vero senso delle polemiche aperte dai consiglieri capitolini…

P.S. si riporta di seguito, per dovere di cronaca, la mia replica di ieri (inviata alla redazione de “Il Tempo”), alle stizzite risposte dei due consiglieri capitolini (risposte che chi vorrà potrà leggere nelle loro pagine fb).

“De Vito, nel sua replica alle mie affermazioni rilasciate al quotidiano il Tempo, fa confusione e interpreta le mie parole erroneamente, spero in buona fede. Infatti quando ho parlato di ” congiura….” non mi riferivo affatto alla lotta intestina al municipio ma mi riferivo, e una lettura attenta dell’articolo non può che confermarlo, allo stop impartito dal Campidoglio all’inizio dei lavori afferenti gli ex mercati generali di cui De Vito e Ferrara, rispettivamente presidente del consiglio comunale e capogruppo del M5S, non possono ritenersi estranei ai fatti facendo finta di non sapere. Faccio anzi appello alla loro responsabilità istituzionale affinché avviino immediatamente tutte le azioni necessarie per le quali il Comune di Roma rischia di pagare pesanti penali milionarie ipotecando il futuro di Roma e dei romani.

Raccolgo, infine, il consiglio di De Vito e prometto di riflettere sui miei ipotetici errori purché anche lui faccia lo stesso riguardo a tutti quelli fatti fin’ora dall’amministrazione capitolina a danno della città e dei cittadini romani”.

 




(22 agosto 2017)

 

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