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Roma, Parco Archeologico di Centocelle: Che intervenga la Magistratura

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di Gaiaitalia.com, #Roma

 

 

Dopo l’ultimo drammatico rogo di ieri in Via Palmiro Togliatti, questa mattina i cittadini del Comitato Parco Archeologico di Centocelle Libero hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di denuncia della drammatica situazione in cui versa il  Parco. In 6 pagine di testo accompagnati da 37 allegati, che hanno visto anche l’autorevole contributo di Legambiente, viene descritto il percorso del PAC, soffermandosi sui più recenti drammatici eventi che hanno visto il Parco protagonista a causa di roghi tossici, discariche abusive, mancata delocalizzazione degli autodemoltori, mancato completamento del II e III stralcio.



Viene quindi richiesto di verificare le responsabilità penali di Roma Capitale, della Città Metropolitana di Roma Capitale e di altri eventuali enti, società o privati che in qualche modo abbiano contribuito o permesso l’attuale drammatica situazione, grave fattore di rischio per la salute pubblica.

A più di 15 anni dalla istituzione formale del Parco Archeologico di Centocelle, i 126 ettari di verde di cui avrebbero dovuto godere quartieri altamente popolosi come Centocelle, Quadraro vecchio, Tor Pignattara, Torre spaccata,  Don Bosco, Cinecittà, Alessandrino sono ancora un sogno, fruibili solo in minima parte. La situazione attuale è pesantemente aggravata da numerose emergenze su cui si chiede alla Procura della Repubblica di intervenire ed indagare le responsabilità:

  1. la zona detta del canalone, da cui a gennaio si sono sviluppati per ben 2 mesi fumi tossici per combustione chimica di rifiuti, è ancora piena di rifiuti non classificati, data l’inerzia del Dipartimento Tutela Ambiente di Roma Capitale;
  2. 5 ettari sono ancora occupati, in parte senza averne titolo e in parte con proroga concessa dall’attuale amministrazione capitolina, da attività di autodemolitori, di cui uno il 16 luglio scorso ha preso fuoco, causando tre feriti e l’evacuazione di alcune abitazioni, nonché una fitta nube nera su cui nessuno ha ritenuto di dover dare informazioni circa la tossicità;
  3. l’ARPA Lazio ha comunicato agli enti territoriali la contaminazione della falda del PAC, contaminazione compatibile con l’attività degli autodemolitori e la presenza di rifiuti accumulati. A fronte di ciò però, il Dipartimento Tutela e Valorizzazione Ambientale della Città Metropolitana di Roma Capitale ha dichiarato non avere ancora ad oggi programmi temporali programmati per la bonifica e che vedrà eventualmente il da farsi;
  4. le tre ville romane presenti sono ancora da portare alla luce e da rendere fruibili. Ciò renderebbe il Parco il secondo sito archeologico di Roma in termini di importanza dopo i Fori Imperiali.
  5. i lavori di completamento della PAC sono fermi, con dietro storie di ditte fallite e appalti su cui si chiede chiarezza;
  6. la mancanza di manutenzione, quali lo sfalcio dell’erba secca, ha portato ad una frequenza quasi quotidiana di incendi.

Dopo aver ascoltato solo chiacchiere e aver assistito nei fatti solo a rimpalli e scaricabarile tra i diversi uffici, i cittadini chiedono un intervento concreto a tutela della salute e incolumità loro e dei loro figli.




Il Comitato pertanto ha indetto un’Assemblea Popolare Pubblica per giovedì 20 luglio alle 19.00 in Piazza dei Mirti – Centocelle (Roma) alla quale sono invitati:

  • la Sindaca Virginia Raggi
  • il Presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco
  • l’Assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari
  • il Presidente del V Municipio Giovanni Boccuzzi.

A loro viene richiesto di illustrare ai cittadini del Quadrante Roma Est sotto attacco di roghi quotidiani dal 22 giugno:

  • Il piano di prevenzione incendi approntato per le attuali  emergenze;
  • Le conseguenze sulla salute e il livello di tossicità dei fumi che la cittadinanza sta respirando da giorni;
  • Gli interventi di protezione pubblica in casi di incendi e roghi approntati;
  • Il piano di delocalizzazione degli autodemolitori

Anziché essere valorizzato il Parco Archeologico di Centocelle, si sta trasformando da risorsa per la città in una deposito di rifiuti, una di terra dei fuochi, una bomba chimica dal potenziale distruttivo.

Sulle responsabilità penali si chiede che indaghi la magistratura, anche a norma della recente introduzione nel codice penale dei reati di inquinamento ambientale e omessa bonifica, individuando i responsabili e procedendo contro di essi.

 

(19 luglio 2017)

 

 

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