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Migranti dirottati in Albania, lontani dagli occhi e fuori dai piedi

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Meloni ha nuovamente partorito un topolino, un accordino con l’Albania dalle cifre roboanti: è l’operazione lontano dagli occhi e fuori dai piedi raccontata con iperbolici spazi per 3mila profughi, efficientissima gestione di 39mila persone all’anno, con freddo linguaggio burocratico che ricorda come per le destre dietro un migranti ci sia un problema e non una vita, con all’orizzonte l’ennesimo scontro tra l’ambiguità del governo, la necessità di chiarezza della politica e l’UE che sta a guardare soltanto apparentemente in silenzio.

E’ la nuova avventura firmata Meloni-Rama, con il premier albanese che in un eccesso di gratitudine verso l’Italia e non dimenticando egli ciò che “l’Italia ha fatto per l’Albania” nel 1993 – periodo aureo per Tirana con i giornali nostrani e gran parte della popolazione a gridare all’invasione mentre malediva gli albanesi portatori di ogni male, quando si dice che la memoria gioca brutti scherzi – si getta ai piedi della nuova regina d’Italia e d’Albania per la nuova spericolata decisione della presidente del Consiglio che ha parlato molto di numeri, che fanno effetto, e poco di dettagli, che fanno casini.

Chissà chi andrà a dare un’occhiata in Albania sullo stato delle detenzioni nei centri migranti, quando già in Italia gran parte dei luoghi dove dimorano i rifugiati che nessuno vuole sono già off-limits? La fantasia che regge l’iperbole fin lì non si spinge.

 

(6 novembre 2023)

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