di D.S., #politica
Mentre Salvini si occupa d’altro, perché quando si è estremamente impegnati c’è sempre qualcosa d’altro di cui occuparsi, scoppia il bubbone neofascisti o ex-neofascisti candidati per “scelta individuale” nelle liste della Lega nei municipi romani.
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Lo ha dichiarato all’Adnkronos Luca Marsella, consigliere uscente del X Municipio di Roma, dopo la polemica nata immediatamente dopo che la notizia di ex Casapound in liste leghiste nei municipi romani è venuta fuori: “Nessun accordo coi partiti” ha detto, “ma scelte individuali di nostri iscritti da anni attivi politicamente sui territori e che porteranno avanti le nostre istanze”. Coi voti leghisti? Michetti apra bocca e dica qualcosa di serio. Ne ha facoltà.
Marsella rivendica la presenza, a Roma in liste leghiste, come in altre città in tutta Italia, di Casapound (a Todi è in giunta, con Lega e Forza Italia più altre nerissime diaspore e Salvini non disdegnava le cene con gli esponenti di Casapound, come testimonia questa foto del 2015 riresa da Tpi.it) raccontando di “un solido radicamento che gli altri partiti non hanno”. Ma non dell’occupazione abusiva di un intero palazzo in centro a Roma che altri partiti non fanno.
Marsella è convinto: “Da tempo abbiamo scelto di non presentarci alle elezioni con il nostro simbolo, perché riteniamo che il ruolo di CasaPound sia quello di laboratorio politico e culturale”. Ecco servito il neofascismo del terzo millennio.
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(7 settembre 2021)
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