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Romanacci cattivi, provenienti dalla Spagna, hanno fatto scalo a Fiumicino senza chiedere il tampone: che gente… Pensierini Romani di Vittorio Lussana

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di Vittorio Lussana #PensieriniRomani twitter@GaiaitaliaRoma #Politica

 

In questi giorni, il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, è venuto simpaticamente a dirci che la causa dei contagi da Covid 19 nella sua splendida isola sarebbero i “mancati controlli sanitari” che la Regione Lazio avrebbe dovuto effettuare prima delle partenze estive. E perché mai la Regione Lazio avrebbe dovuto fare una cosa del genere? Sulla base di quale ipotesi o tesi scientifica, di grazia? Perché controllare delle persone che stanno partendo per le vacanze? E perché avrebbe dovuto farlo la Regione Lazio ‘in uscita’ e non la Sardegna ‘in entrata’? Non è dato sapere. Tuttavia, non contento per la sua prima ‘genialata astratta’, sulle pagine de ‘La nuova Sardegna’ il governatore sardo ha rincarato la dose, indicando come principale gruppo di ‘untori’ alcuni ragazzi romani giunti a Porto Rotondo provenienti dalle Baleari e dalla Spagna. Un ragionamento ancor più ‘bislacco’ del precedente, come se tutti gli altri turisti ‘non romani’ non potessero rivelarsi dei contagiati asintomatici. Ma forse, Solinas ha ragione: Flavio Briatore e Silvio Berlusconi – cuneese il primo, milanese il secondo – il Covid se lo sono preso su un barcone proveniente dalla Libia, mentre stavano cercando di entrare clandestinamente nell’Unione europea, al fine di rincongiungersi con i propri cari proprio in Sardegna. Insomma, a questo Solinas bisogna proprio spiegare tutto: non ha ancora imparato niente né da Salvini, né da Musumeci. La colpa è della Lamorgese: era lei che, personalmente, doveva fare il tampone a Flavio Briatore e al Berluska.

Scherzi a parte, è veramente singolare questo voler polemizzare a tutti i costi con qualcuno, sulla base di criteri sempre più surreali. Sulla comicità surreale, Totò seppe costruirsi una carriera. Ma noi non crediamo che questo Solinas sia dotato del medesimo ‘spessore’ artistico. Soprattutto, quando l’attuale ondata di ‘contagiati di ritorno’, a Roma e nel Lazio, è quasi tutta proveniente dalla Sardegna. La verità, come per il caso della riviera romagnola, risiede nelle mancate precauzioni prese da vacanzieri e villeggianti in molte feste private e in tante discoteche, dato che il coronavirus si diffonde esponenzialmente soprattutto nei luoghi chiusi. Attenzione, però: questa moda di ‘sparare’ la prima ‘cazzata’ che viene in mente, a livello elettorale funziona. Ecco perché bisognava serrare i ‘ranghi’ per le regionali: quelli che adesso si portano dietro intere legioni di ‘cazzàri’ – dai ‘No vax’ ai complottisti, dai ‘Gilet arancioni’ ai negazionisti – sono proprio Salvini, la Meloni e molti ambienti vicini a Forza Italia.

Insomma, il dato che si conferma veramente, in quest’ultimo scorcio di estate 2020, è l’allergia degli italiani nei confronti della verità. Ma un Paese in cui non si può più dire la verità, diviene pericoloso. E proprio per questo motivo, sarebbe ormai necessario cominciare ad andarsene. L’italia va abbandonata a se stessa, ai suoi criminali e ai suoi cazzàri, ai suoi mafiosi e alla sua atavica e ‘suina’ ignoranza. Proprio grazie al voto di ‘cazzàri’ e calunniatori, il Movimento 5 stelle era riuscito a vincere le elezioni del 4 marzo 2018. Ma non appena ci si è accorti che i ‘grillini’ non erano più di tanto strumentalizzabili, subito è cominciato il ‘travaso’: prima verso la Lega di Salvini e, più recentemente, in direzione di Giorgia Meloni. L’importante era continuare a ‘sparare cazzate’, come peraltro già fatto per più di due decenni, promettendo “nuovi miracoli italiani”, “rivoluzioni liberali” e chi più ne ha più ne metta.

Avete capito, adesso, di chi è la ‘manina’ che sposta i voti? E’ tutto chiaro, cari lettori di Vittorio Lussana, con tanto di ‘pagina fans’ su Facebook? Cari Silvio e Flavio, fatevi un bel cocktail di Tachipirina 1000, che ne avete bisogno. Più avanti, ne riparliamo senz’altro di questa vostra bella Italia ‘schiamazzante’, da somari dell’ultimo banco. Tra qualche tempo ne riparliamo, statene certi.

 

(3 settembre 2020)

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