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Lo scontrino omofobo, il ristorante e la sua “mission”, il Campidoglio che si schiera. Insomma, uno schifo senza fine

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foto: Facebook

di Paolo M. Minciotti #Roma twitter@gaiaitaliacomlo #LGBTQI

 

 

I due vanno al ristorante e al momento di pagare si ritrovano scritta una battuta omofoba sullo scontrino. Battuta che pare essere opera del cameriere, quel tipo di maschio di cui sono pieni i cespugli nottetempo e che si divertono con l’offesa omofoba nei confronti degli altri, così da mettere a tacere le sue pulsioni sconvenienti. I protagonisti della storia chiedono le scuse della direttrice che si guarda bene dal porgerle, poi in seconda battuta – complice uno tsunami di commenti inferociti sulla pagina Facebook del ristorante (che non citeremo avendo avuto anche troppa pubblicità gratis), tornerà sui suoi passi con una dichiarazione così zeppa di politically correttness da fare venire la nausea, parlando di mission dell’azienda e mancava soltanto la musica di “We shall overcome” e saremmo stati a posto.

I due clienti, coloro che sono stati discriminati ed offesi, passano immediatamente in secondo piano perché protagonista diventano la direttrice del ristorante, il cameriere imbecille che viene licenziato, le dichiarazioni a favore o contro i due due ragazzi che si sono visti recapitare lo scontrino offensivo e quindi anche alcune dichiarazioni da due consiglieri capitolini, che si schierano contro l’omofobia: loro, la cui Sindaca rifiuta di incontrare le associazioni LGBT della Capitale dal giorno del suo insediamento.

Tutto il resto è social: sono tutti imbestialiti, tutti scrivono, noi veniamo taggati su Twitter millecinquecento e passa volte affinché parliamo della questione – quando chi ci legge abitualmente sa che non commentiamo mai gli avvenimento a caldo.

Nemmeno ventiquattr’ore dopo tutto tace. Un gran polverone per niente. Nessuno ne parla più. Esaurita l’indignazione il ristorante continuerà ad avere i suoi clienti e fors’anche qualcuno in più, così come gli indignati da social di professione avranno compiuto quella che ritengono la loro nobile missione pronti ad indignarsi per qualcos’altro, contenti di compiere la loro nobile [sic] missione. Il Campidoglio sarà contento perché con due parole due si è sistemata anche questa faccenda ed il cameriere omofobo licenziato sarà sempre più omofobo perché per colpa de du’ fxxxi ho pperzo er lavoro.

Gli unici che avranno sullo stomaco la faccenda saranno i due giovani vittime dello stupro morale per tutta la giornata di ieri e fin quando il dolore e l’umiliazione non passeranno. A stuprarli il cameriere imbecille, le scuse tardive della direttrice, i commenti degli indignati di professione, quelli del Campidoglio. i blablabla sulle mission aziendali e quest’inciviltà genetica di cui siamo portatori e che solo oggi riconosciamo, dandone la responsabilità alla politica, alla crisi economica, alla stupidità, al vicino di casa, alle flatulenze dei passerotti e al gas metano prodotto dalle vacche. Insomma, a qualcun altro. Tanto per cambiare.

 





(22 luglio 2018)

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