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Roma, i rimborsi dei taxi di Ferrara o della parsimonia genetica del M5S

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di Giovanna Di Rosa #Roma twitter@gaiaitaliacomlo #pentaleghismo

 

 

Il capogruppo del M5S in Campidoglio, Paolo Ferrara, è uno di quelli che i taxi li usa e li paga come fanno tutti i cittadini, ma non tutti i cittadini hanno la possibilità di farseli rimborsare. Lui sì. perché il cittadino a 5stelle è più cittadino degli altri. Se poi c’è da parlare di soldi tra ciò che promette di fare e ciò che invece fa c’è di mezzo il mare. Di Ostia.

Sono incazzerecci sulla questione rimborsi di Paolo Ferrara addirittura i compagni di partito del capogruppo pentaleghista in Campidoglio perché ci sono in ballo circa 400 euro al mese di rimborsi, con una spesa di 2.438 Euro nel secondo semestre 2017 a fronte della spesa totale di 8.312 Euro di tutti i 48 consiglieri dell’assemblea capitolina, ci informa Repubblica, e contro i parlamentari che hanno difeso l’uso delle auto bianche.

E’ l’agenzia DIRE che ha dato un’occhiata nel gruppo Whatsapp dei furiosi con Ferrara e Repubblica ne riprende la sbirciatina: “Io non ho mai usato la macchina che spetta al presidente e mi muovo sempre con lo scooter, quando posso con la metro, per tutti gli incontri nei vari dipartimenti, in campidoglio o con i cittadini”, scrive Alfredo Campagna, presidente del XIV municipio. “Gli assessori fanno lo stesso, a volte prendono a noleggio un’auto ma senza mai chiederne il rimborso. Così avevamo detto e così sto facendo. Sicuramente è più difficile ma si può fare”. Furioselli anche la minisindaca del IV municipio, Roberta Della Casa, Dario D’Innocenti, presidente del IX municipio e Gemma Guerrini, consigliera capitolina e quindi compagna di gruppo di Ferrara in Campidoglio.

Guerrini non ci va giù leggera e le canta chiare: “Ho chiesto più volte (per iscritto) al capogruppo il rendiconto delle spese. Mi ha sempre risposto (per iscritto) che non poteva inviarmi nulla per motivi di segretezza istituzionale (“privacy”) e che sarei dovuta andare a controllare di persona in ufficio. Siccome non faccio il finanziere, io a controllare negli uffici non ci vado. Ma vorrei ricordare che avremmo dovuto dare noi ai media il nostro resoconto semestrale”. Insomma al partito che gridava contro Ignazio Marino per questione di scontrini mancano gli scontrini.

Perché si è sempre al fate quel che dico, ma non quel che faccio.

 

 





 

(13 maggio 2018)

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