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Ecoradicali depositano cinque denunce a carico di Virginia Raggi, la Sindaca dei record

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roma-cinema-aquiladi Redazione

 

 

 

Continuano i miracoli della Sindaca Raggi che in un solo giorno si è vista denunciata cinque volte dagli Ecoradicali dell’Associazione Radicale Ecologista che attraverso il presidente Fabrizio Cianci hanno depositato cinque denunce a carico della Sindaca per violazione dello Statuto Comunale di Roma Capitale e lesione dei diritti civici, rispettivamente al Prefetto di Roma, al Difensore Civico del Lazio, al Presidente dell’ANAC, alla Presidente della Commissione antimafia e al Direttore dell’Agenzia del Demanio.

Informa il sito che “i cinquecento cittadini che hanno sottoscritto l’Interrogazione hanno posto all’Amministrazione la necessità di agire dentro la legalità perché il Nuovo Cinema Aquila torni a svolgere il proprio ruolo culturale”. Poiché a norma dello Statuto è fatto obbligo al Sindaco rispondere in forma scritta alle interrogazionie d interprellanze popolari entro sessanta giorni dal deposito, sessanta giorni scaduti lo scorsi 1° settembre, e non essendo giunta – al 19 settembre – nessuna risposta l’associazione ha ritenuto di procedere con le denunce.
Prosegue il presidente degli Ecoardicali Fabrizio Cianci: “La Sindaca Raggi, esponente di un partito che ha fatto dei “cittadini” un punto qualificante della propria propaganda di opposizione, una volta al potere, adotta gli stessi rituali di illegalità antidemocratica della vecchia partitocrazia, violando uno Statuto comunale che, in attuazione dei principî costituzionali e comunitari, assume come suo principio programmatico quello di assicurare la più ampia partecipazione degli appartenenti alla comunità cittadina, singoli o associati, all’amministrazione locale (…) L’Amministrazione ha invece trovato tutto il tempo per immaginare un trasferimento del Cinema al Municipio 5, che intenderebbe affidare “temporaneamente” la struttura a un gruppo di associazioni vicine al neo-Presidente grillino. Si profilerebbe, quindi, un affidamento diretto che viola le leggi nazionali e le direttive europee, rispetto a un bene che appartiene a tutti i cittadini romani”.

 

 

 

 

 

 

(19 settembre 2016)
 
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