PubblicitàSport85 - Nuova Collezione

NON FATE L'ONDA

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità
HomeCronaca Roma & LazioCoronavirus a Roma, rimosso il cartello choc in un bar vicino alla...

Coronavirus a Roma, rimosso il cartello choc in un bar vicino alla Fontana di Trevi. La sindaca Raggi: Stop psicosi e allarmismi

GAIAITALIA.COM NOTIZIE su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram
GAIAITALIA.COM NOTIZIE su WHATSAPPIscrivetevi al nostro Canale WHATSAPP
SEGUI GAIAITALIA.COM:

di Redazione, #Roma twitter@GaiaitaliaRoma #Cronaca

 

LEGGI ANCHE

Roma, ordigno esploso davanti all’ingresso di un condominio a Roma Est: indagini in corso

Alle 3.54 della notte un ordigno è stato fatto esplodere davanti all'ingresso di un condominio in via Vincenzo Manzini,...

E’ stato rimosso da un bar vicino alla fontana di Trevi, in via del Lavatore, il cartello scritto in cinese e in inglese per invitare chi arriva dalla Cina a non entrare: queste le parole del cartello, comparso questa mattina, e che nelle ultime ore ha provocato non poche polemiche:

A causa delle disposizioni internazionali di sicurezza, a tutte le persone provenienti dalla Cina non è permesso entrare in questo posto. Ci scusiamo per il problema.

Diverse le reazioni suscitate dal gesto e dalla scelta operata dal bar sott’accusa, a partire proprio dal sindaco Virginia Raggi; queste le parole twittate:

LEGGI ANCHE

La Bella e il Pupone alla sbarra

di Monica Maggi È durata due ore la prima udienza del processo di divorzio tra Francesco Totti e...

Assolutamente ingiustificato il cartello comparso in un bar vicino a Fontana di Trevi che vieta l’ingresso alle persone provenienti dalla Cina. Stop psicosi e allarmismi. Ascoltiamo solo indicazioni e pareri delle autorità sanitarie.
#Coronavirus.

Ancora più severo e perentorio il commento del consigliere del PD capitolino, Marco Palumbo:

La situazione già seria, diventa davvero grave. Comprensibile la paura del contagio, inaccettabile però pensare ad una discriminazione razziale in un momento così delicato e dove le persone dovrebbero essere semmai rassicurati e aiutate. Alimentare il panico affiggendo cartelli di divieto appellandosi a ‘disposizioni di sicurezza’ fai da te e non dichiarate ufficialmente da nessun organo di governo è gravissimo e rammenta quei funesti cartelli affissi sulle vetrine delle botteghe negli anni più bui del Novecento.

Altri negozianti prendono le distanze da quanto accaduto: “Ci dissociamo da quanto accaduto. E un cartello forte che è una pessima pubblicità per il nostro quartiere di Trevi”. Queste le parole della proprietaria del negozio di pelletteria, che fa parte dell’associazione commercianti Trevi, di fronte al bar su cui è stato affisso il cartello che vietava l’ingresso a persone di nazionalità cinese. Così, infine, precisa il presidente dell’associazione, Fabrizio Patrizi, il quale non nasconde una certa preoccupazione:

I commercianti prendono le distanze dal cartello e dal suo contenuto, ma siamo oggettivamente preoccupati della situazione. Il turismo cinese è abbondantemente presente a Trevi e non abbiamo ricevuto alcuna informativa dalle autorità su come comportarci e cosa fare. Al 90 per cento i due turisti cinesi, positivi al coronavirus, sono passati da Trevi. Non chiediamo rassicurazioni ma informazioni, tipo ‘utilizzate le mascherine’. Il rischio di psicosi è facile. Noi stiamo navigando a vista. Il pericolo che c’è nel rione Trevi è maggiore che a Tor Tre Teste.

 

 

(31 gennaio 2020)

@gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 




 

 

 




 

ULTIME NOTIZIE