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Operaio 25enne morto, Mattia (Pd): “Fare chiarezza e valutare stop a turni notte”
"Esprimo la mia vicinanza alla famiglia e ai colleghi e colleghe dell’operaio di 25 anni morto sul lavoro... →
E’ stato rimosso da un bar vicino alla fontana di Trevi, in via del Lavatore, il cartello scritto in cinese e in inglese per invitare chi arriva dalla Cina a non entrare: queste le parole del cartello, comparso questa mattina, e che nelle ultime ore ha provocato non poche polemiche:
A causa delle disposizioni internazionali di sicurezza, a tutte le persone provenienti dalla Cina non è permesso entrare in questo posto. Ci scusiamo per il problema.
Diverse le reazioni suscitate dal gesto e dalla scelta operata dal bar sott’accusa, a partire proprio dal sindaco Virginia Raggi; queste le parole twittate:
AVS Roma e provincia: “Pressione fiscale al 43,5% e potere d’acquisto in calo. A Roma il caro vita pesa di più. Serve la Restituzione Fiscale”
Nel secondo trimestre 2026 l'Istat certifica una pressione fiscale al 43,5% (+0,5 punti in un anno), un potere... →
Assolutamente ingiustificato il cartello comparso in un bar vicino a Fontana di Trevi che vieta l’ingresso alle persone provenienti dalla Cina. Stop psicosi e allarmismi. Ascoltiamo solo indicazioni e pareri delle autorità sanitarie.
#Coronavirus.
Ancora più severo e perentorio il commento del consigliere del PD capitolino, Marco Palumbo:
La situazione già seria, diventa davvero grave. Comprensibile la paura del contagio, inaccettabile però pensare ad una discriminazione razziale in un momento così delicato e dove le persone dovrebbero essere semmai rassicurati e aiutate. Alimentare il panico affiggendo cartelli di divieto appellandosi a ‘disposizioni di sicurezza’ fai da te e non dichiarate ufficialmente da nessun organo di governo è gravissimo e rammenta quei funesti cartelli affissi sulle vetrine delle botteghe negli anni più bui del Novecento.
Altri negozianti prendono le distanze da quanto accaduto: “Ci dissociamo da quanto accaduto. E un cartello forte che è una pessima pubblicità per il nostro quartiere di Trevi”. Queste le parole della proprietaria del negozio di pelletteria, che fa parte dell’associazione commercianti Trevi, di fronte al bar su cui è stato affisso il cartello che vietava l’ingresso a persone di nazionalità cinese. Così, infine, precisa il presidente dell’associazione, Fabrizio Patrizi, il quale non nasconde una certa preoccupazione:
I commercianti prendono le distanze dal cartello e dal suo contenuto, ma siamo oggettivamente preoccupati della situazione. Il turismo cinese è abbondantemente presente a Trevi e non abbiamo ricevuto alcuna informativa dalle autorità su come comportarci e cosa fare. Al 90 per cento i due turisti cinesi, positivi al coronavirus, sono passati da Trevi. Non chiediamo rassicurazioni ma informazioni, tipo ‘utilizzate le mascherine’. Il rischio di psicosi è facile. Noi stiamo navigando a vista. Il pericolo che c’è nel rione Trevi è maggiore che a Tor Tre Teste.
(31 gennaio 2020)
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