Negli ultimi giorni siamo finalmente entrati in contatto con una realtà incontrovertibile, pur nel suo stato embrional-sperimentale. Si starebbe sperimentando il reato di Apologia della Costituzione. Ne è stato testimone divertito il giornalista ippico e critico musicale, appassionato melomane, che ha gridato Viva l’Italia Antifascista dal loggione del Teatro La Scala rimediando l’identificazione della Digos.
Ce ne sarebbe abbastanza per accorrere in massa a tutte le prossime repliche della stagione del Teatro gridando in coro Viva l’Italia Antifascista, cercando di coinvolgere tutti i teatri d’Italia in nome della Costituzione antifascista che è tale anche se ai giornalisti-zerbino-cassa-di-risonanza-per-regime-possibile frequentemente in televisione non piace e vanno in televisione per negarlo. Non è una proposta è un’allegorìa. Come certi governi. Soltanto che certi governi sono più pericolosi soprattutto quando tacciono di fronte a certa sfrontate apparizioni di loro esponenti. A Spilimbergo. Proprio lì.
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Così che tocca dirlo: Viva l’Italia Antifascista. Identificatemi.
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(10 dicembre 2023)
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