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Andrà proprio come state pensando, non ci saranno dimissioni e alla fine sarà colpa nostra. State e vedere

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di Giancarlo Grassi

Mentre il ministro Nordio ha avuto l’occasione, grazie alla denuncia di Bonelli (vuoi vedere che alla fine sarà colpa sua?) di non dire nulla perché ci sono indagini in corso; mentre la presidente del Consiglio Meloni, allieva prediletta del berlusconismo interviene coi modi che le sono propri a Rete 4 in onore alla geronto audience della rete per ristabilire l’ordine sulla questione e dire che è lo Stato ad essere sotto attacco, le cose vanno come devono andare.

Polemiche a parte, sorge una domanda: come mai è sempre coi governi di destra che lo stato finisce sotto attacco nelle maniere più disparate, nonostante la pretesa delle destre di mettere lo stato al sicuro, senza riuscirci mai? Poi ne sorge un’altra: basta un’intervento in una trasmissione televisiva, con voce convincente e nei modi usuali, per ristabilire l’ordine? E quindi una terza: perché Meloni non decide di apparire (“Late is the hour in which this woman choose to appear… [cit.]) in tutto il suo splendore e dire chiaramente che quanto sta succedendo è indegno di un paese civile e che è profondamente dispiaciuta che a scatenare questo casino indecente siano stati i suoi? Mica per suggerirle cosa dire, lei lo sa perfettamente ciò che deve dire. Il punto è che si dice altro. Almeno questa è l’impressione.

Nel frattempo i quotidiani che contano (contano le poche copie, sempre in calo, che vendono in edicola mentre tirano dietro ai lettori gli abbonamenti on-line a prezzi incomprensibili) riescono a dire nello stesso titolo quattro cose differenti, e infine attribuiscono a Nordio dichiarazioni che stabilirebbero l’innocenza del Donzelli e del di lui augusto compagno d’appartamento, tal Delmastro, sulla base delle indagini interne commissionate da NordioRizzo e che stabiliscono che non vi fu violazione di segreti, perché non importa la gravità di quello che si dice potendolo sempre depotenziare dopo con gli opportuni accorgimenti politici. E accertamenti che, in quanto tale, sono certezze.

Verità nascoste e palesi a parte dalla vicenda chi ne esce male è Fratelli d’Italia, Meloni su tutti, con i suoi colonnelli Donzelli e Delmastro (messo sotto scorta) che comunicano una sfacciataggine nell’uso del potere che è direttamente proporzionale al pensiero dominante delle destre per le quali vincere le elezioni con nemmeno la metà dei voti di due terzi degli aventi diritto perché gli altri si sono rifiutati di votare una simile classe politica, equivale a un plebiscito.

Dunque non preoccupatevi, si sa già come finirà: esattamente proprio come state pensando, non ci saranno dimissioni e alla fine sarà colpa nostra.

 

(3 febbraio 2023)

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