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Gaynet, governo: “Legislatura senza Diritti, ora servono unità dei progressisti su Uguaglianza e Laicità”

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di Redazione Roma

“È disarmante come la XVIII legislatura si sia conclusa di fatto senza nessun avanzamento sistemico sul piano dei diritti civili”. Così Rosario Coco, Presidente di Gaynet, in una nota. “Ddl Zan, Cannabis e Ius Scholae sono naufragati uno dopo l’altro complice una classe politica non all’altezza della società e dei suoi mutamenti, prigioniera di una propaganda fondata sul pregiudizio e sulla paura Ricordiamo ancora il vergognoso applauso dello scorso novembre in Senato per l’affossamento della legge Zan, che ci relega tra gli ultimi Paese UE insieme a Polonia, Bulgaria e Rep. Ceca nel contrasto ai crimini omolesbobitransfobici. È ormai chiaro – prosegue Coco – che la battaglia per i diritti si salda oggi con quella per la democrazia e per la libertà: la guerra ancora in corso avrebbe richiesto certamente maggiore responsabilità da parte di tutte le forze in campo. Putin sta per approvare una legge contro le persone LGBTIQ+ praticamente uguale alle restrizioni naziste del paragrafo 175. Gli Stati Uniti tentano di reagire dopo la sentenza sull’aborto approvando un provvedimento importante alla Camera per garantire il matrimonio egualitario. A quale esempio guarderà, ora, il fronte progressista? Le vicende dei Paesi UE in materia di diritti civili hanno dimostrato che la chiarezza e la determinazione su questi temi premiano: non esiste un Paese in Europa occidentale in cui le destre cavalchino l’opposizione ai diritti LGBTIQ come in Italia. Anche la Slovenia ha approvato il matrimonio egualitario, di recente, che è legge in tutti i Paesi UE fondatori, eccetto il nostro. Ci sono milioni di persone scese in piazza per i pride che si aspettano adesso un fronte progressista compatto sui diritti delle persone LGBTIQ+ che riporti l’Italia in Europa: matrimonio egualitario, riconoscimento di figli e figlie alla nascita, adozioni per tutte le coppie e single, completamento della legge sui crimini d’odio, superamento della 164/82, educazione sessuale e affettiva nelle scuole, superamento delle restrizioni nell’accesso alla PMA, condanna delle cosiddette terapie riparative. Sono questioni di civiltà, di democrazia e libertà – conclude il presidente di Gaynet – che i partiti che si dicono progressisti non possono ignorare se vogliono ottenere il voto di chi crede in un Paese laico e democratico, prendendosi la responsabilità di candidare figure che sostengano convintamente l’agenda dei diritti”.

 

(23 luglio 2022)

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