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Arriva Spelacchio, l’abete normanno con tendenze socialdemocratiche #pensieriniromani di Vittorio Lussana

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di Redazione, #Roma

E’ di nuovo Natale. E a Roma sta per arrivare un nuovo Spelacchio: lo ha comprato Gualtieri su internet. Lo ha pagato 169 mila euro, trasporto incluso e senza l’aiuto degli sponsor. Al contrario, sarà Spelacchio a sponsorizzare la Fao, l’agenzia internazionale contro la fame del mondo con sede in Roma, a viale Aventino.

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In rete circola pure il nome della specie a cui questo nuovo Spelacchio appartiene: è un abete normanno, una tipologia di alberi alti e biondi, vaccinati con Johnson&Johnson. Ai suoi piedi, faranno anche un mini-presepe vivente, interpretato dagli Abba. Sì, lo so: i normanni erano un popolo danese, non svedese. Ma gli Abba me li gioco sempre, perché erano orecchiabili e ti mettevano voglia di farti uno shampoo con l’acqua ossigenata a 120 volumi.

E’ molto italiana, questa voglia di essere biondi, perché ti dà l’idea che non suderai mai più. Che motivo hanno gli abeti normanni di sudare, dato che vivono a 40 gradi sottozero per 6 mesi l’anno? Anche i tedeschi sudano poco, questo è vero, ma eruttano dopo aver bevuto la loro birra. Quindi, viva Spelacchio: l’albero socialdemocratico. Da lui ci attendiamo grandi cose: via la spazzatura dalle strade; controlli sugli autobus dell’Atac; metropolitane veloci e puntuali; burocrazie più efficienti e affettuose e fine della fame nel mondo.

Non si tratta di utopie: i romani sono gente di cuore e tutti, tra loro, si vogliono un gran bene. E’ molto bello vivere in una città di 3 milioni di residenti che si amano. Basta con quest’idea che i romani siano cafoni. In realtà, gli abitanti della capitale d’Italia sono gentili. Soprattutto le ragazze: se cerchi una via mentre giri a piedi per un quartiere che non conosci, le romane ti accompagnano fin dove devi andare. E ti fregano il portafoglio, ma con grandissimo affetto, eh! Ti lasciano senza un euro in tasca, ma lo fanno con il cuore, salutandoti con un sorriso indimenticabile.

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Persino gli alieni, un giorno, hanno avuto voglia di fare un salto a Roma, sconvolgendo i piani degli abitanti del quartiere Garbatella. E mentre alcuni giovani riprendevano lo sbarco con gli smartphone, è passata una classica signora dei tempi andati, un tipo alla sora Lella, che ha domandato loro: “Ahò! Che state a fa’…”? Subito, i giovinastri le hanno risposto: “Stiamo filmando l’arrivo degli alieni, signo’…”. E lei: “Gli alieni? Ce mancano solo gli alieni e stamo a posto. Ma almeno ce l’hanno i soldi, ‘sti alieni”? E i ragazzi: “No, signò… Difficile…”. “E allora ‘sticazzi degli alieni…”, ha concluso la signora, avviandosi verso casa.

Sono molto simpatici i romani: questo lo penso veramente, giuro. Sono creativi e di buon cuore. Debbono solo imparare a organizzarsi. E l’arrivo di Spelacchio, forse li cambierà. Senza esagerare, ovviamente.

 

(30 novembre 2021)

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