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Elezioni amministrative Roma 2021. Mauro Cioffari, candidato in Sinistra Civica Ecologista nel I Municipio: “Ripartire dai bisogni degli ultimi”

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di G.G. #politica

All’interno di una nostro percorso dentro le elezioni amministrative, alla scoperta di quelli che ci sembrano candidate e candidati che possano offrire spazi di novità e nuove aperture sui temi che veramente conteranno nel futuro, soprattutto dal punto di vista della coesione sociale, parleremo con diverse candidate e candidati di diverse estrazioni politiche alle quali guardiamo con interesse non necessariamente per la loro appartenenza ma per la condivisione di temi che sono cari a questa linea editoriale.

Dopo avere incontrato Imma Battaglia, siamo felici di trovarci di fronte Mauro Cioffari, romano, ambientalista, pacifista, animalista, militante per i diritti civili, storico attivista del movimento LGBTQ+, formatore Agedo, valdese. Laureato in filosofia, impiegato nell’azienda dei trasporti pubblici della Capitale, già capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà dal 2013 al 2016, candidato nella lista di Sinistra Civica Ecologista alle elezioni amministrative “Roma 2021” del 3 e 4 ottobre per il rinnovo del Consiglio del Municipio Roma I centro.

Raccontaci chi sei. Un candidato gay o un gay candidato? Come hai conciliato la passione politica con la tua militanza nel movimento LGBTQ+?

Nel 1986, come molti compagni di liceo, insieme alla ragazza con la quale avevo una relazione sentimentale ed affettiva, mi iscrissi alla FGCI (federazione giovanile comunisti italiani) ed iniziai a fare politica, a scuola, diventando, poco dopo, rappresentante di istituto. Vivevo, come molti adolescenti gay, un periodo complicato della mia vita. Non mi ero ancora completamente accettato, non avevo fatto coming out e, in una fase della vita in cui si costruisce la propria autostima, in assenza di punti di riferimento (culturali, sociali, aggregativi), dopo aver collezionato un insuccesso scolastico (venni bocciato in terzo liceo), vivevo nascondendo a me stesso e agli altri il mio orientamento sessuale. Nel 1988 la grande svolta. A 18 anni feci “coming out” in famiglia dichiarando la mia omosessualità ai miei genitori. Dopo cinque minuti di silenzio, in quello che ancora oggi chiamo “il salotto degli orrori”, mio padre mi chiese: “ma sei felice”? Capii, allora, che la preoccupazione dei miei genitori, in una società omofoba, eteropatriarcale e sessista, non era il giudizio degli altri nei miei confronti o nei confronti della nostra famiglia, ma era la mia piena realizzazione, la mia felicità. Compresi anche che il mio processo di “liberazione” non era concluso, ma era appena cominciato e doveva necessariamente intrecciarsi con il percorso di “emancipazione” di tante e di tanti altri.

Ho considerato sempre la mia omosessualità un “accadimento”. C’è chi nasce biondo, chi mancino, chi con gli occhi azzurri. Allo stesso modo c’é chi, nel corso dell’adolescenza, percepisce che il proprio orientamento sessuale non rientra nel “modello eterosessuale”. L’omosessualità, variante naturale del comportamento umano, ha sempre rappresentato, per me, una caratteristica aggiuntiva della mia personalità che non ho più nascosto dopo il “coming out” familiare. Nel corso degli anni ho voluto approfondire l’argomento discutendo una tesi di laurea, in filosofia e pedagogia, su “L’educazione alla sessualità nella scuola. Il modello eterosessuale ed il disagio degli adolescenti omosessuali”, arrivando ad affrontare il “fenomeno” del suicidio giovanile.

Faccio parte della generazione per cui “il privato è politico” e ho sempre cercato di conciliare il mio impegno nella politica attiva, e nei partiti della sinistra, con la militanza nel movimento LGBTQ+, facendo della “questione omosessuale” un valore aggiunto e mai l’unica causa del mio impegno sociale e politico. Non mi ritengo, pertanto, un candidato gay. Sono molto di più. Sono un uomo di sinistra, un ambientalista, un pacifista, un antiproibizionista, un sostenitore dello “ius soli” e dell’uguaglianza di tutti i cittadini, un animalista convinto.

Nel “mosaico” della mia vita, oltre alla mia omosessualità, ci sono altre esperienze: la decennale relazione d’amore con mio marito Davide, la nostra iscrizione a maggio del 2015 al “Registro delle Unioni Civili” istituito dal Sindaco Marino, l’invocazione della benedizione del nostro “Patto d’amore” condivisa con la comunità valdese di Piazza Cavour a giugno dello stesso anno, la nostra unione civile celebrata ad ottobre del 2016, il mio impegno trentennale nel movimento LGBTQ+, la gestione dal 2000 del portale GayRoma.it, la recente collaborazione con Radio Roma in una rubrica dedicata ai diritti civili, il ruolo di formatore Agedo e le iniziative di informazione e sensibilizzazione organizzate nelle scuole, nei centri sociali anziani, con i dipendenti di Roma Capitale, l’impegno nel contrastare la sierofobia e lo stigma di cui sono vittime le persone sieropositive e siero coinvolte, la gestione del corso informativo ed esperienziale “Il valore delle differenze” rivolto ai dipendenti Atac S.p.A. ed organizzato, in accordo con la Direzione del personale e con il Diversity Managment, per contrastare fenomeni di omolesbobitransfobia all’interno dell’azienda. Potrei raccontarvi altro, ma ci vorrebbe più tempo e rischierei di annoiarvi.

In un recente post su Facebook hai invitato gli elettori e le elettrici a leggere bene le biografie dei candidati. Perché?

Le elezioni amministrative dei Comuni e dei Municipi, attraverso le quali eleggeremo, il 3 e 4 ottobre, i Sindaci delle città chiamate al voto e i Presidenti dei Municipi, consentono di esprimere anche il voto per una delle liste collegate ai candidati Sindaci e Presidenti e la preferenza per uno o due candidati (un uomo e una donna) ai Consigli comunali e municipali.

Sindaci e Presidenti di Municipio, insieme agli Assessori da loro scelti, costituiscono, di fatto, il governo di un’amministrazione locale, mentre le consigliere e i consiglieri comunali e municipali, secondo quanto previsto dal Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che stabilisce i principi e le disposizioni in materia di ordinamento degli enti locali italiani, hanno l’importante ruolo di indirizzo e di controllo del lavoro svolto dalle giunte comunali e municipali.

Per questo motivo suggerisco a tutte e a tutti, prima di esprimere una preferenza per i candidati ai Consigli comunali e municipali, di leggere bene le loro biografie. Sono queste, spesso, a fare la differenza. Le biografie dei candidati ai Consigli comunali e municipali valgono più di un programma elettorale. Descrivono le competenze, le attitudini e le caratteristiche di chi si candida a rappresentare, per cinque anni, negli “enti di prossimità”, le cittadine e i cittadini.

Perché la candidatura, nel Municipio Roma I centro, nella lista di Sinistra Civica Ecologista?

A luglio abbiamo dato vita, a Roma, ad una lista ecosocialista in cui si uniscono diversi percorsi sociali, culturali e politici della città. Tra i promotori ci sono esperienze civiche e di movimento come Liberare Roma e Sinistra per Roma, e forze politiche come Sinistra Italiana, Articolo Uno, Partito socialista italiano, E’ Viva. Sinistra Civica Ecologista si presenta come la lista dei diritti sociali e dei diritti civili, del diritto all’abitare, della dignità del lavoro, della transizione ecologica, della cura del territorio, della città femminista, degli spazi sociali, delle scuole sempre aperte, della sanità e dei trasporti pubblici, dei diritti degli animali. Siamo consapevoli della necessità di dover ripartire dai diritti degli ultimi. Sosteniamo la candidatura di Roberto Gualtieri a Sindaco di Roma e, nello specifico, di Lorenza Bonaccorsi a Presidente del Primo Municipio. Abbiamo l’ambizione di portare nelle istituzioni, nei Municipi e in Campidoglio, una classe dirigente competente e motivata.

In questo contesto ho dato la mia disponibilità ad essere candidato, insieme a Luana Di Molfetta (si possono esprimere due preferenze distinte per genere), come Consigliere Municipale, nella lista di Sinistra Civica Ecologista al primo Municipio di Roma, mettendo la mia esperienza e la mia passione, ancora una volta, al servizio di una città accogliente, inclusiva e multiculturale dove le differenze possano costituire una ricchezza e una risorsa.

Alcuni dei punti qualificanti del tuo programma elettorale?

Decentramento amministrativo, partecipazione dei cittadini, inclusione e diritti sono le parole chiave della nostra proposta che si articola sui principali ambiti del governo territoriale. A titolo indicativo, ma non esaustivo, segnalo alcune priorità. Il decentramento amministro ed una Legge per Roma Capitale, che dia autonomia, poteri e fondi e che riconosca competenze dirette ai Municipi sono le premesse indispensabili per il buon governo della città.

Il Municipio Roma I Centro, derivante dall’accorpamento tra gli ex Municipi I e XVII, è un territorio complesso in cui si concentra, nella sua straordinaria bellezza, nelle sue potenzialità, ma anche nei suoi limiti, l’immagine di Roma. Governare il I Municipio, che ospita una parte importante del Patrimonio dell’Umanità, vuol dire dare risposte ai bisogni delle cittadine e dei cittadini residenti, ma anche ascoltare ed accogliere le decine di migliaia di persone, non residenti, che ogni giorno, per lavoro, per turismo, per studio, o per altri motivi, si riversano su questo territorio.

Negli ultimi anni Roma ha vissuto una profonda crisi economica con la chiusura di numerose aziende. Il centro storico ha subito profonde trasformazioni sociali (gentrificazione), urbanistiche, commerciali e residenziali con l’avvento della grande distribuzione, l’apertura di negozi all’ingrosso, l’inaugurazione di grandi catene commerciali e di numerose attività di intrattenimento e di somministrazione di alimenti e bevande. Tra gli obiettivi da raggiungere, invertendo la tendenza degli ultimi decenni che hanno visto il centro storico come area prevalentemente dedicata allo shopping, al turismo di massa e alla ristorazione, riteniamo prioritario il ripristino del tessuto economico tradizionale fatto di esercizi commerciali di vicinato, di aziende a conduzione familiare, di botteghe storiche, di artigianato.

E’ necessario, inoltre, favorire una nuova mobilità sostenibile, che sappia ridurre il traffico privato e l’inquinamento da esso causato. Riteniamo altrettanto importante l’adozione di politiche a sostegno dei luoghi di aggregazione, di socializzazione e di cultura che sappiano coinvolgere e rendere protagonista il tessuto associativo presente sul territorio.

Siamo certi che le risposte alle domande delle cittadine e dei cittadini, a partire dagli ultimi, possano essere trovate anche attraverso la promozione di politiche sociali inclusive che favoriscano la solidarietà, la partecipazione, la sussidiarietà tra le istituzioni e le organizzazioni sociali, le reti dei cittadini, il volontariato, la cooperazione, le imprese, le fondazioni, i centri sociali anziani, ecc.

Il dialogo costante tra cittadini e amministratori attraverso Consulte, Laboratori di Cittadinanza e altri strumenti di ascolto e di collaborazione permanente, può favorire la gestione partecipata e condivisa.

Uno degli slogan del candidato Sindaco del centrodestra Michetti, e dei candidati Presidenti di Municipio a lui collegati, è “Asili, case e servizi prima ai romani”. Cosa rispondi?

A Michetti rispondo così: asili, case e servizi a chi ha più bisogno. Disciminazione, omolesbobitransfobia e razzismo hanno la stessa “matrice”: l’ignoranza e il pregiudizio. Roma, Capitale cosmopolita, ha in sé tutte le contraddizioni delle grandi città contemporanee: povertà, diseguaglianze, necessità d’integrare culture e cittadini di diverse nazionalità. L’invecchiamento della popolazione residente, il calo del tasso di natalità e la presenza di migranti necessitano di risposte complesse e nuove che sappiano contribuire alla costruzione di una società solidale, inclusiva, multietnica dove le Politiche Sociali siano considerate come uno strumento di promozione del benessere collettivo e di prevenzione e non come intervento di “riduzione del danno” da attivare a posteriori. I Paesi dove vige un regime di “ius soli”, ce lo ha recentemente ricordato il Fondo Monetario Europeo, tendono ad essere più sviluppati di quelli che hanno altre regole. L’inclusione, facilitata da opportune leggi di cittadinanza, è un motore di crescita economica ed un fattore per spiegare perché alcuni Paesi sono più ricchi di altri.

Riuso del patrimonio pubblico, cultura e turismo. Hai delle idee?

Nel Primo Municipio ci sono beni comunali abbandonati, degradati o fatiscenti, per i quali sarà necessario un piano di riuso per destinare questi luoghi a spazi culturali, sociali e a nuove funzioni. Caserme, uffici dismessi e altri immobili pubblici possono tornare a nuova vita sia con progetti di quartiere che con grandi programmi cittadini.

La promozione e lo sviluppo della Cultura rendono indispensabile la collaborazione tra il MIBAC, la Regione Lazio, Roma Capitale e il Primo Municipio. I progetti messi in campo da questi enti devono prevedere necessariamente il coinvolgimento dell’ente di prossimità. Il Municipio dovrà sviluppare, ancora di più, relazioni con le realtà teatrali, musicali (scuole di musica, ecc.), cinematografiche, artistiche (artisti di strada, ecc.) e culturali (librerie, ecc.) presenti sul territorio per la programmazione  condivisa e la creazione di eventi mettendo a disposizione nuovi spazi per la promozione e realizzazione degli stessi. Condividendo e promuovendo le buone pratiche e coinvolgendo gli operatori del settore.

Il turismo costituisce una delle più importanti risorse e opportunità per Roma Capitale e per il Primo Municipio. Non va abbandonata l’attività di controllo e di contrasto all’abusivismo e all’illegalità (rimozione delle occupazioni di suolo pubblico non autorizzate, nuova regolamentazione delle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, mappatura della cartellonistica pubblicitaria, ecc.) ma vanno implementate anche azioni positive volte allo sviluppo e alla promozione turistica, culturale ed enogastronomica di Roma e del Primo Municipio (creazione Osservatorio per il Turismo, individuazione itinerari alternativi per valorizzare tutto il territorio, segnaletica turistica, gemellaggi con enti turistici, turismo sostenibile e responsabile, creazione di app per il riconoscimento dei beni culturali, implementazione sito web comunale e municipale, ecc.).

Ma voglio anche accennare alle politiche per lo sport. Lo sport, strumento di formazione, crescita ed inclusione, nel Primo Municipio, soffre di una carenza di impianti e di strutture pubbliche accessibili a costi contenuti. E’ necessario promuovere lo sviluppo di centri sportivi Municipali individuando anche, dove necessario, modalità di cooperazione, in convenzione, con strutture private già esistenti. E’ necessario individuare strutture dismesse da riconvertire in strutture da dedicare allo sport.

Hai accennato alla cultura dell’inclusione e alla valorizzazione delle differenze. Cosa può fare un’amministrazione locale di prossimità come un Municipio?

La promozione della cultura dell’inclusione e la valorizzazione delle differenze sono uno dei presupposti su cui si deve fondare l’amministrazione del nostro Paese, e delle nostre amministrazioni locali Primo Municipio. Attraverso interventi in ambito scolastico, territoriale (centri anziani, biblioteche comunali, luoghi di aggregazione), culturale e di formazione del personale, dovranno essere attivate azioni positive di inclusione, di valorizzazione delle differenze e di contrasto ad ogni forma di discriminazione motivata da differenze culturali, religiose, di genere, di orientamento sessuale, di identità di genere, di età, di condizione sociale, ecc. Il Municipio dovrà rinnovare l’adesione alla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, di cui, tra il 2013 ed il 2017 io sono già stato referente per il Consiglio municipale. Norme inclusive sono un prezioso strumento di crescita, con profonde conseguenze positive per il mercato del lavoro e per i programmi di welfare.

Arriviamo al tema della legalità. Un approccio alla legalità di tipo progressista. Cosa si può fare?

Il tema della legalità viene agitato, soprattutto dalle destre, per parlare alla “pancia” degli elettori, fomentando paure e pregiudizi. Non sapendo dare risposte concrete al tema della legalità la destra si limita a fare propaganda sulla pelle delle persone migranti, dei poveri, delle “persone ai margini”. Questa polemica non mi appartiene. Preferisco affrontare i problemi veri e cercare di dare un contributo per la loro soluzione. L’immigrazione da problema sociale può diventare risorsa culturale e sociale. Quando noi parliamo di legalità abbiamo un approccio diverso. Sono necessarie azioni di contrasto ad ogni forma di illegalità insieme alla Polizia di Roma Capitale che possano condurre all’adozione di strategie comuni con tutti gli attori (istituzioni, forze dell’ordine, polizia locale, associazioni di categoria e cittadini). Il Primo Municipio dovrà rinnovare l’adesione all’Associazione Avviso Pubblico – enti locali contro le mafie ribadendo, in ogni sua attività, i principi della Carta di Pisa, destinata agli enti e alle amministrazioni locali che intendono rafforzare la trasparenza e la legalità nella pubblica amministrazione, in particolare contro la corruzione e l’infiltrazione mafiosa, vero cancro sociale. Il problema, infatti, non è l’immigrazione. E’ la mafia che sfrutta, attraverso i suoi canali, la disperazione delle popolazioni migranti e delle fasce più deboli della popolazione (traffico di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, ecc.).

Rispetto per l’ambiente e diritti degli animali. Quali idee?

L’amministrazione municipale, per quando di sua competenza, si dovrà far carico di promuovere nelle scuole, tra i commercianti (in accordo con le associazioni di categoria), nei centri anziani e ovunque possibile, iniziative volte alla sensibilizzazione della popolazione su temi relativi al rispetto dell’ambiente, al decoro urbano, ai “rifiuti zero” (Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero). Informazione, sensibilizzazione ed educazione possono essere validi e utili alleati. La tutela degli animali, oltre ad essere un’attività istituzionale affidata dalle normative e dalla Legge ai Comuni, è sempre più un’esigenza richiesta dalle cittadine e dai cittadini. Nel Primo Municipio andranno intensificate le attività di aggregazione e di promozione sociale volte al rispetto degli animali ed alla rivendicazione dei loro diritti in quanto esseri senzienti. E’ necessario, a tal proposito, farsi promotori e sviluppare progetti e iniziative di tipo formativo ed informativo, in collaborazione con le associazioni animaliste e con gli uffici comunali. Va implementata la manutenzione delle aree ludiche per cani già esistenti e vanno attrezzate nuove aree (al momento insufficienti rispetto al numero di cani che vivono nel nostro territorio). Vanno promosse attività per l’aiuto alle persone anziane con animali. Va dato supporto e sostegno alle colonie feline coinvolgendo gli ambulatori veterinari dei liberi professionisti disponibili e delle attività di toelettatura e vendita cibo per animali. Vanno organizzate, nelle scuole, nei centri sociali anziani e nei luoghi di aggregazione giovanile, attività educative volte al rispetto degli animali.

Insomma, c’e’ molto da fare, ed io, insieme a Luana Di Molfetta, mi metto a disposizione.

* Il Territorio del Municipio Roma I Centro comprende i Rioni Borgo, Campitelli, Campo Marzio, Celio, Colonna, Esquilino, Ludovisi, Sallustinano, Monti, Parione, Pigna, Ponte, Prati, Regola, Ripa, S. Angelo, S. Saba, S. Eustachio, Testaccio, Trevi, Trastevere e parte di Castro Pretorio, il quartiere Della Vittoria e parte dei quartieri Trionfale, Ostiense ed Ardeatino.

Info: www.maurocioffari.it | https://www.facebook.com/maurocioffaripaginaufficiale/.

 

(18 agosto 2021)

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