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“Pensierini Romani” di Vittorio Lussana: Quei buoi di destra che danno del “cornuto” all’asino reazionario

di Vittorio Lussana #pensieriniromani twitter@GaiaitaliaRoma #Bergoglio

 

Il Papa si è senz’altro lasciato andare a un gesto inconsulto, l’altro giorno, spintonando una fedele un po’ troppo ‘calorosa’. Ma da qui a ricavarne ‘cazzate’ per farlo passare come un pontefice ‘neo-edonista’ ce ne passa. A parte il fatto che l’edonismo è un principio di piacere: significa fare una cosa per il semplice gusto di farla. Come quando ci si toglie lo ‘sfizio’ di portarsi a letto la migliore amica di nostra moglie: abitudini ai sotterfugi che, di certo, appartengono maggiormente al vecchio mondo assolutista e trascendente, che se ne frega, per l’appunto, di affrontare i problemi e si limita a rimuoverli, distorcendo la realtà. Va da sé, che la contestazione delle ‘mezze seghe populiste’ sarebbe invece portatrice di chissà quali valori intrinseci: non ci pare, onestamente. Un gesto estemporaneo è semplicemente quello che è: di certo, non può bastare a indicare una sorta di ‘cedimento strutturale’ della Chiesa di Roma alla tracotanza globalista, che non c’entra nulla, ma proprio nulla, in un episodio del genere. Al contrario, lo schiaffo di Bergoglio è un ‘sussulto reazionario’, che ci ricorda, ancora una volta, il difficile rapporto delle religioni con il genere femminile, il quale ne ha sempre saputa ‘una più del diavolo’ e che, esattamente per questo motivo, oggi rappresenta la sola e unica via d’uscita dall’imbecillità generale. E’ vero: non ho mai amato Silvio Berlusconi. Tuttavia, oggi capisco assai meglio cosa, in verità, gli abbia impedito di impostare, o quantomeno di abbozzare, quella “rivoluzione liberale” da lui promessa nel 1994: la mentalità chiesastica e statalista delle destre, con le quali si è andato a ‘intruppare’ sin dal principio. Destre faziose e opportunistiche, pronte ad abusare di qualsiasi errore altrui per falsi fini di critica meramente strumentale. La religione non è affatto “l’oppio dei popoli”, come disse qualcuno. E’ l’ideologia, la vera droga dalla quale molti, ancora oggi, faticano a liberarsi.

 

(5 gennaio 2020)

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