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PAC Libero Roma: “La Magistratura indaghi sull’inerzia del Ministero dei Beni Culturali”. Il comunicato stampa

di Redazione #Roma twitter@gaiaitaliacomlo #ambiente

 

 

 

Nonostante il vincolo paesaggistico e ben cinque specifici vincoli archeologici, il PAC continua a versare in uno stato di evidente degrado.

Le ville romane rimangono sotto terra e “l’osteria di Centocelle”, monumento romano studiato fin dal 600, è in progressivo decadimento; almeno 5 ettari di Parco sono occupati da autodemolitori; nessun percorso di musealizzazione è stato realizzato, nonostante i fondi siano stanziati da anni (ben 2.500.000 euro), rischiando tra l’altro la perdita delle coperture di bilancio; in questi giorni Roma Capitale ha prima chiuso gli autodemolitori, ma poi si è accorta che non ne  può farne a meno per il ciclo dei rifiuti e non può far saltare posti di lavoro con tanta leggerezza; la classificazione dei rifiuti interrati presenti nel Canalone del PAC, affidata da gennaio al Dipartimento di Ingegneria Ambientale della Sapienza, ancora non ha dato alcun risultato e la bonifica è sempre più lontana; gli atti della pubblica amministrazione o non ci sono o hanno sempre meno senso, risolvendosi in un nulla di fatto e costringendo i cittadini a cercare sponda nell’opera della Magistratura.

Oggi (12 luglio, ndr) pertanto è stato depositato l’esposto: sia la Procura della Repubblica a verificare la Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma su cosa sta facendo e ha fatto in questi anni di progressivo abbandono del PAC. A nostro avviso nulla.

Il Soprintendente Francesco Prosperetti, attualmente indagato per la vicenda dello stadio della Roma, nonostante le numerose segnalazioni, nonché la recente diffida di questo Comitato, non si è curato a nostro avviso di esercitare i compiti previsti dal Testo unico sui Beni Culturali di tutela attiva e passiva dei numerosi beni archeologici presenti nell’area del Parco.

Il Parco Archeologico di Centocelle non è un vezzo, ma un’area di 125 ettari destinata a verde pubblico per la tutela della salute dei cittadini, così come previsto nel Progetto approvato da Roma Capitale nel 2003.

Ci si augura che l’abbandono non sia uno strumento per proporre varianti di Piano regolatore che aprono la strada alla speculazione o alla occupazione dell’area da parte del Ministero della Difesa: i cittadini vogliono il loro Parco!

Hanno firmato l’esposto, oltre a numerosi cittadini:

  • Comitato PAC Libero
  • Terra!
  • Asud Onlus
  • Legambiente
  • Comitato di Quartiere Torre Spaccata
  • Comitato di Quartiere Tor Pignattara
  • Associazione Pisacane 0-11

 

 

Gaiaitalia.com Notizie Roma pubblica integralmente il comunicato del PAC LIbero di Roma, comitato nato sul territorio del Quadrante di Roma.

 

 




 

 

(12 luglio 2018)

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