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Il candidato M5S che “balla” con Spada e dice di avere “pestato” un rumeno

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foto Repubblica.it

di G.G. #Politica twitter@gaiaitaliacomlo #Elezioni2018

 

 

E’ dalla pagina Facebook di Eugenio Patanè che parte la denuncia nei confronti del candidato del M5S Emanuele Dessì troppo vicino, secondo il post pubblicato, al clan Spada e con una insopportabile tendenza a vantarsi di avere “pestato” uno straniero.

Eugenio Patané scrive:

Il predicozzo sulla coerenza e l’onestà ha ormai lasciato il posto a scelte elettorali che lasciano più di un dubbio e anche chi, come lo scrivente, ha guardato al M5S con un certo interesse e simpatia all’inizio della corsa elettorale che li condusse in parlamento nel 2013 – con quali clamorosamente tragici fallimenti è sotto gli occhi di tutti, anche di coloro che non vogliono vedere – non può che farsi domande su quale sia il vero disegno di questo movimento di disoccupati incolti e inconcludenti che si accalcano alle porte di Grillology alla ricerca di poltrona e stipendio. Eugenio Patanè, da parte sua, si rivolge alla candidata del M5S alla carica di presidente della Regione Lazio Roberta Lombardi: “In questo video, pubblicato sull’account del #M5s di Frascati, Emanuele Dessì, candidato nel proporzionale al Senato nel collegio della provincia di Latina balla tutto contento con l’amico Domenico Spada, detto Vulcano, il pugile amico pure dei Casamonica, condannato per usura ed estorsione. Io mi vergogno a nome di tutta la gente onesta della provincia di Latina che dovrebbe essere rappresentata da questi personaggi nelle Istituzioni. Che ne dice Roberta Lombardi – conclude il consigliere dem – di cui Dessì sarebbe fedelissimo sostenitore?”.

Il video (di casalinghissima fattura) al quale si riferisce Patané lo trovate di seguito:


Dubitiamo che Roberta Lombardi fornirà risposte che abbiano politicamente un senso, ma va detto per coerenza intellettuale che le candidature di impresentabili o presunti tali, sgrammaticati, ambiziosi per sport, impreparati e portaborse di varia estrazione non sono, purtroppo, un’esclusiva del M5S e che anche sulla politica come cosa pubblica, e non come fatto privato, andrebbe aperta una lunga e possibilmente seria riflessione.

 




(31 gennaio 2018)

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