
di Giovanna Di Rosa #Roma twitter@gaiaitaliacomlo #Spelacchio
A Centocelle il primo rifugio fito-bioclimatico di Roma
Inaugurato questo pomeriggio il primo rifugio fito-bioclimatico di Roma Capitale, realizzato nel quartiere di Centocelle. Erano presenti il... →
Spelacchio è morto. L’ennesima grande opera, alcune decine di migliaia di euro, messa in piedi dalla giunta pentastellata della Magnifica Sindaca, è stata affondata dal malanimo dei romani e dei detrattori del M5S – perché nel caso non lo sappiate le cattive energie influenzano l’ambiente, per questo Spelacchio è morto, perché voi lo odiavate. Se persino i russi, che non brillano per ironia, avevano denominato l’orribile albero di natale di Piazza Venezia “toilet brush”, scopettino da cesso per chi non maneggia l’inglese, significa che – per stare in temi di servizi igienici, il servizio Giardini del campidoglio e relativo assessore, Virginia Raggi dei Miracoli inclusa – l’avevano fatta fuori dal vaso. Dunque Spelacchio è morto e vogliamo sapere chi è stato il colpevole.
Dicono che la Sindaca, furiosa dopo gli sfarzi che l’hanno vista trasformarsi in soprano vestita da coperta della nonna, abbia già ordinato un’indagine interna per capire (loro vogliono sempre “capire”) come un fatto simile sia potuto accadere. Lo diciamo noi, come è potuto accadere: nel giugno del 2016 i romani hanno creduto alle sirene e hanno fatto male. Ecco come è potuto accadere.
Mondiali di Atletica 2029, Gualtieri: “Roma pronta per un altro grande evento internazionale”
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(19 dicembre 2017)
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