di G.G.
La crisi di governo pilotata consente a Meloni d’Italia, quella del “So come si governa” perché anche lei è nata onnisciente, di sorvolare allegramente sull’arresto della Sindaca di Terracina perché cè ben altro: elezioni all’orizzonte, imbonimento via televisioni del Capo, autopromozione sulla base di qualità e conoscenze che non si hanno.
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Così mentre la propaganda si prepara all’incoronazione della leader moderata [sic] in Italia, filo-neofranchista in Spagna e filo-Orbán in Ungheria – per noi parlare della sua collocazione a Bruxelles – il Teatro dell’Assurdo, dallo splendido tiolo de l’Avvenire di un paio di giorni fa a commento delle prodezze di Conte, offre le dichiarazioni di Meloni ai tempi della candidatura della Sindaca Tintari, arrestata un paio di giorni fa (e non la si vuole certamente colpevole; tutti in questi paese, a parte certa politica, vogliono politici onesti).
Arrestata per corruzione la sindaca di Terracina Roberta Tintari, eletta tra le fila di Fratelli d’Italia. Così Giorgia Meloni lanciava la sua candidatura. #matrice pic.twitter.com/A6vOMJaZL8
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— Alekos Prete (@AlekosPrete) July 19, 2022
Meloni d’Italia incoronando Tintari faceva riferimento a Terracina come “una delle miglior amministrazioni d’Italia”, ma la memoria le faceva difetto riferendosi, scrive Next Quotidiano, a Nicola Procaccini, attualmente eurodeputato, già portavoce di Giorgia Meloni ai tempi del ministero della Gioventù, accusato dei reati di induzione indebita a dare o promettere utilità e turbata libertà degli incanti. Lo si scrive a rigor di memoria storia, diciamo.
Le accuse a Tintari sono pesanti: falso, turbata libertà negli appalti per la gestione di spiagge e servizi connessi alla balneazione, frodi, indebite percezioni di erogazioni pubbliche e rivelazioni del segreto d’ufficio: forse due parole Meloni dovrebbe dirle. Se le rimane tempo tra un’autocelebrazione e l’altra.
(21 luglio 2022)
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