di Vittorio Lussana, #pensieriniromani
Nonostante sia un amante della fantascienza e pur essendo un fautore delle missioni spaziali, tutto questo entusiasmo per la sonda Perseverance, ‘ammartata’ nei giorni scorsi con successo sul ‘pianeta rosso’, non lo condivido del tutto. In primo luogo, non è la prima apparecchiatura mobile che ‘spariamo’ lassù; in secondo luogo, per tutta una serie di motivi, la data di partenza di una missione che preveda la presenza fisica di alcuni astronauti è ancora molto di là dal venire, sia per motivazioni economiche, sia per svariate e molteplici difficoltà oggettive.
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Infine, come già constatato da altri ‘Rover’, su Marte non c’è niente. Trattasi, infatti, di un pianeta ‘spento’, a cui è capitato qualcosa di terribile, che lo ha reso una specie di ‘astro-fantasma’ o di ‘cadavere orbitante’: c’è più vita a Spinaceto nel giorno di Ferragosto.

Assai più interessante la notizia che l’amico Vittorio Sgarbi si sia candidato a sindaco di Roma: finalmente, un nome interessante e di ‘peso’ per una ‘città eterna’ sempre più abbandonata a se stessa. A prescindere dalla non semplice gestibilità caratteriale, Vittorio avrebbe la statura, culturale e politica, per far tornare Roma ai suoi antichi splendori. Se si decidesse, soprattutto oggi che ha i capelli bianchi, a porre un obiettivo politico al primo posto tra le sue priorità, sarebbe lui il vero depositario di un centrodestra più laico e modernizzato.
Se Vittorio mi promette di fare il ‘bravo’, questa volta, diventando più metodico e costante, non gli farò mancare il mio appoggio. E forse, potrei anche tornare a dargli una mano, se lo desidera. Come ai vecchi tempi.
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Insomma, caro rissoso e irascibile professor Sgarbi: se hai bisogno di una mano, io sono qui. Non per trascinarmi nei musei alle 3 di notte, però, ché non ho più 30 anni neanche io. Meglio una missione esplorativa su Marte, a questo punto. Anche se è vero che molte conoscenze, soprattutto di Storia dell’Arte, le ho potute ‘recuperare’ grazie a te. E per questo non finirò mai di ringraziarti, amico mio.
(24 febbraio 2021)
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