di GdR #Antifa twitter@GaiaitaliaRoma #Ostia
Al Museo di Roma, “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”, nel decennale della scomparsa
L’esposizione intreccia vita e immaginazione, restituendo un ritratto ricco e sfaccettato dell’autore: non solo regista, ma sceneggiatore, disegnatore... →
Insomma la saga di Casapound ha un suo certo lato comico, diciamo così. Oggi 6 giugno si grida, in modi differenti, al ritorno della legalità perché la Procura di Roma ha ordinato il sequestro della sede occupata dai neofascisti di via Napoleone III, in pieno Esquilino a Roma – e Virginia raggi se ne è assunta il merito. Tutti paiono però dimenticarsi dell’occupazione di Casapound ad Ostia.
La questione risale al 20 aprile scorso quando la Polizia del commissariato di Ostia, ha identificato quattro persone all’interno di uno stabile occupato, in via delle Baleniere 263, nella zona Villaggio Azzurro di Ostia. Il successivo sopralluogo da parte delle forze dell’ordine intervenute sul posto ha evidenziato come il blitz fosse stato organizzato da Casapound con l’obiettivo era far entrare una ventina di famiglie, nella cosiddetta “Area 121”. “L’occupazione è tutt’ora in corso da parte dei militanti del movimento” scriveva ai tempi Il Faro di Roma, “la cui presenza ad Ostia è stata molto discussa per episodi di aggressione e per le iniziative organizzate con membri della famiglia Spada”.
Per dire che in questo paese ci si imbroda e ci si loda sempre troppo per risultati che sono sì importanti, ma sfiorano soltanto un problema molto più ampia che andrebbe affrontato forse con meno tweet, meno propaganda, e un tantinello più di decisione.
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(4 giugno 2020)
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