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Invece di versarla al Comune di Roma pare se la intascasse. Il giochino sarebbe andato avanti non proprio per un giorno, ma dal 2014 al 2018, per un totale di 2 milioni di euro di tassa di soggiorno sottratta alle casse capitoline. Perché a Roma l’onestà impera. Una bazzecola. Il protagonista dell’ennesima patetica storia tutta romana, e quindi italiana, accusato di appropriazione indebita, è Cesare Paladino amministratore unico della società che gestisce l’Hotel Plaza di Roma, in via del Corso. I due milioni di euro gli sono stati sequestrati dal gip Giovanni Giorgianni, su richiesta della procura.
Come recita l’infelice titolo che introduce quest’articolo, che abbiamo scritto provocatoriamente memori di altri scandali legati ad altri familiari o altre persone vicine ad altri politici, Cesare Paladino è il padre di Olivia Paladino, manager nella stessa struttura e compagna del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
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Lasciamo solo immaginare il putiferio che avrebbero scatenato se la stessa storia fosse successa a qualcuno vicino a qualsivoglia esponente del PD. Trattandosi invece di qualcuno vicino al presidente del Consiglio del governo pentaleghista invece tutto tace. E dal punto di vista della presunzione d’innocenza garantita dalla giurisprudenza di questo paese non è detto che sia peggio.
(29 giugno 2018)
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