di Monica Maggi

Roma, caput mundi. Fin dall’antichità Roma era conosciuta come Regina Aquarum, la regina delle acque e le fontane, oltre a essere luoghi di divertimento e abbellimento, rappresentavano una vera e propria mostra dell’eccezionale disponibilità d’acqua, che accresceva ancora di più la magnificenza e la potenza della città.
A Roma ci sono infatti otto sorgenti storiche e oltre novanta tra fontane artistiche e fontanelle con acqua potabile. Chi visita la città non può non notare quanto l’acqua sia presente ovunque: lo spettacolo dello scorrere delle fontane non è solo un piacere estetico, ma veicola anche un messaggio simbolico. Per esempio, la Fontana di Trevi, alimentata dall’acquedotto dell’“Acqua Vergine”, secondo alcune interpretazioni, nasconderebbe dietro il velo dell’acqua il volto della Vergine Maria. Questo simboleggia le funzioni materne e la forza generativa della natura: senza acqua, infatti, non ci sarebbe vita.
Tanta acqua e tanto caldo. E allora come resistere?
Roma tormentata dagli incendi
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Così è successo che nell’arco di poche ore tra il 23 e il 24 giugno due turisti (un giovane di 29 anni e un uomo di 54 anni, entrambi stranieri) si sono tuffati in due fontane monumentali di Roma: il primo nella fontana di Trevi, il secondo nella Fontana dei Quattro Fiumi, in piazza Navona. Multati entrambi con sanzioni di 550 euro.
Ma vuoi mettere l’emozione?
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(26 giugno 2026)
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