Un trenino chiamato Odissea. Così potremmo definire la storia infinita della ferrovia di Roma nord, quella che da piazzale Flaminio arriva a Civita Castellana, in provincia di Viterbo. I primissimi interventi diffusi di rinnovo della linea erano cominciati il 5 febbraio 2024. I veri e propri maxi-lavori di rinnovo, invece, erano partiti ufficialmente il 23 giugno 2025. Chiusa la tratta extraurbana Montebello-Magliano Romano (con le stazioni di Sacrofano, Riano e Castelnuovo di Porto gestite da bus). C’è da immaginare che l’area Flaminia-Cassia-Tiberina conta ben 17 Comuni e moltissimi residenti arrivano a Roma per lavoro, ogni mattina. Sono i famosi ed eroici pendolari: si stima una presenza giornaliera di 75mila passeggeri.
La scorsa settimana Astral, la società che gestisce la linea e che è subentrata all’ATAC, aveva dato annuncio trionfale di fine lavori e da lunedì 7 settembre, e i treni erano tornati a circolare. L’idillio, però, è durato poco. Martedì 8 settembre, poco più di 24 ore dopo la riapertura della ferrovia, la linea è stata sospesa per mancanza di corrente. L’ennesima giornata di passione per i pendolari della ferrovia più disastrata d’Italia.
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