di Vittorio Lussana
Uno esce, Papa Francesco, l’altro entra. Ci riferiamo, questa volta, a Vittorio Sgarbi, ricoverato in questi giorni al Policlinico Agostino Gemelli di Roma per le sue crisi depressive, che lo hanno condotto a smettere di alimentarsi.
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Si tratta, oltreché di una persona molto preparata – una rarità nel centrodestra italiano – di un amico che ci è molto caro e che ci ha insegnato molte cose, completando una formazione che si era fermata ai tempi del Liceo, in cui la Storia dell’Arte veniva regolarmente relegata alla quarta ora del sabato. Pochi sanno che, nel privato, in compagnia di Vittorio ci si diverte come matti e ci si sente insieme a un fratello. Il critico iracondo che dà della “capra” a tutti quanti è solamente un personaggio. Il quale, a modo suo, richiamava la direzione che stava prendendo il pulpito televisivo, scivolato sempre più verso la stupidità assoluta.
Speriamo si riprenda presto. E lo minacciamo, letteralmente, di non farci brutti scherzi.
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(25 marzo 2025)
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