di Monica Maggi

È un mistero inspiegabile. Mettete un progetto nato nel 2013, attivo nei mercati di Roma dal 2020 e stabilmente insediato nel Municipio tre di Roma, zona Montesacro – Nuovo salario. Il progetto prevede il salvataggio di libri “eliminati” da donare a chi ne fa richiesta. Un’idea acclamata e osannata da privati, da istituzioni come UNESCO e Biblioteche di Roma, unica nel suo genere in tutto il Lazio e forse sul territorio nazionale. Tanto che il sindaco di Roma Gualtieri ha voluto una delibera, datata 13 settembre 2022, che ipotizza la stessa attività in ognuno dei 72 mercati capitolini.
Ma questa iniziativa, che si chiama Pagine Viaggianti, non ha pace. Dopo la mattina prevista al mercato Serpentara (il sabato dalle 9 alle 13) i volontari smontano i tavoli e lasciano un palchetto pieno di libri a disposizione del pubblico. È un’idea di condivisione, di possibilità di lettura per tutti. Ma non va così.
Puntualmente arrivano avvoltoi che saccheggiano i cestini di libri per fare razzia e rimpinguare il loro commercio altrove. E questo è imbarazzante, dispiace: non perché qualcuno ci possa guadagnare (e farlo sul lavoro altrui è scorretto) ma perché si stravolge il senso del progetto: la condivisione.
Che resta, oggi, una delle poche armi pacifiche in grado di opporsi ad armi omicide.
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