di Monica Maggi

Nasce all’inizio del ‘900 e nella testa dell’ideatore Ettore Angelelli, ingegnere, doveva essere una ferrovia di collegamento da Roma a Civita Castellana (provincia di Viterbo) e ritorno, con l’arrivo definitivo a Piazza del Popolo, cuore del centro di Roma. Doveva attraversare valli e paesaggi idilliaci, toccando punti storicamente importanti lungo la Flaminia, dove Costantino nel 325 dopo Cristo combatté l’indimenticabile battaglia del “in hoc signo vinces”.
Ma questa ferrovia ha tribolato sempre subendo modifiche, cessioni, vendite.
L’ultima risale a questo giugno, giorno 8 per l’esattezza: dal fatidico giorno e per tutta l’estate i pendolari della ferrovia Roma-Viterbo dovranno fare i conti con interruzioni, cambi di treno e autobus sostitutivi. I lavori programmati da Astral sulla linea costringeranno infatti a una profonda riorganizzazione del servizio fino al 6 settembre, con la chiusura di alcune tratte e tempi di percorrenza che, nei casi peggiori, potrebbero più che raddoppiare. Per limitare i disagi, Cotral e Regione Lazio hanno predisposto un piano straordinario di bus sostitutivi lungo l’intero asse ferroviario.
Inutile dire che i pendolari (moltissimi) che vanno a Roma per lavoro spostandosi dal Civita Castellana in avanti, sono furibondi. La conseguenza più evidente per gli utenti sarà l’aumento dei tempi di percorrenza che prima dei lavori arrivavano a 25 minuti (tratta urbana).
E adesso? Non si sa, è tutto lasciato alla giornata e un po’ al destino.
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