PubblicitàSport85 - Nuova Collezione

NON FATE L'ONDA

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità

Ipotesi d’amore: tre sere per Laura Betti nel giardino di Teatri di Vita Scalo a Roma

Da venerdì 25 a domenica 27 settembre, alle ore 19, i dialoghi condotti da Stefano Casi con il critico Gianfranco Capitta e con Silvana Matarazzo delle Teche Rai; ogni sera si visita la futura Sala Laura Betti, nel teatro che aprirà entro la fine dell'anno [.....]
HomeIn EvidenzaPer l’Istat la pressione fiscale sale al 40,5% dunque non cala, semmai...

Per l’Istat la pressione fiscale sale al 40,5% dunque non cala, semmai il contrario

GAIAITALIA.COM NOTIZIE su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram
GAIAITALIA.COM NOTIZIE su WHATSAPPIscrivetevi al nostro Canale WHATSAPP
SEGUI GAIAITALIA.COM:
Testo:

Dunque vediamo un po’ cosa si sono inventati in questo 3 gennaio le solite congreghe di pericolosi comunisti. Anche se in realtà nell’Istat di comunista c’è ben poco, ma cerchiamo di uniformarci al racconto che va di moda quello cioè che dice di sinistra quando non comunista tutto quello che è scomodo per il governo.

C’è una ricerca dell’Istat che si immagina sgradita al governo Meloni che certifica qualcosa: l’Italia del risparmio è più povera di prima, anche se il potere d’acquisto delle famiglie sale leggermente; cala il rapporto Pil-deficit pubblico di un -2,3% che non sono bruscolini (sono dati riferiti all’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche rispetto al Pil), ma aumenta la pressione fiscale che sale al 40,5% nonostante quello che racconta Giorgetti, “con un aumento di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.

LEGGI ANCHE

Nuovi LEA, D’Amato: “Senza risorse rischio di aumento delle disuguaglianza”

“La pubblicazione dei nuovi LEA in Gazzetta Ufficiale è senz’altro una buona notizia, ma se non si adegua... →

Lo certifica l’Istat con i dati sul contro trimestrale delle Amministrazioni Pubbliche relativi al terzo trimestre 2024. Nel dettaglio il rapporto dell’Istat relativo al periodo indicato scrive che:

Nel terzo trimestre 2024 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al -2,3% (-6,3% nello stesso trimestre del 2023). Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,7% (-2,8% nel terzo trimestre del 2023). Il saldo corrente delle AP è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,9% (1,6% nel terzo trimestre del 2023). La pressione fiscale è stata pari al 40,5%, in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,6%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 9,2%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,4%. 

LEGGI ANCHE

Pino Strabioli al Teatro Villa Pamphilj con “Ve ne dico quattro”, il 4 ottobre

Domenica 4 ottobre alle ore 11.30 il Teatro Villa Pamphilj ospita Pino Strabioli con Ve ne dico quattro,... →

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,4%, è diminuita di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21,7%, è diminuito di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

E’ il risultato del report dal titolo Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società – III trimestre 2024, disponibile al link in alto.

 

 

(3 gennaio 2025)

©gaiaitalia.com 2025 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 



ULTIME NOTIZIE