“La pubblicazione dei nuovi LEA in Gazzetta Ufficiale è senz’altro una buona notizia, ma se non si adegua il Fondo sanitario nazionale e non si programma un piano straordinario di assunzioni il rischio è che rimanga un diritto solo sulla carta, che non si traduce in prestazioni per i cittadini. Già oggi una parte significativa delle prestazioni inserite nei LEA viene acquisita dai cittadini solo attraverso la spesa privata a carico delle famiglie e, se il denominatore aumenta e di conseguenza aumentano le prestazioni da garantire, senza incrementare adeguatamente il Fondo sanitario il rischio è di aumentare le diseguaglianze. Se lo Stato riconosce un livello definito essenziale, di conseguenza, deve riconoscere anche un livello minimo di finanziamento per erogare i LEA. L’Italia è sotto la media europea e il Servizio sanitario nazionale è sottofinanziato da molti anni e, con il governo in carica, ha raggiunto il punto più basso in termini percentuali dell’ultimo decennio”.
Lo ha dichiarato il responsabile Welfare di Azione e consigliere regionale in Regione Lazio, Alessio D’Amato.
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(1 ottobre 2026)
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