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Roma ha ormai perduto il proprio incanto

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di Vittorio Lussana

Dopo la sconfitta di Expo 2030, ci sarebbe da porsi alcune riflessioni in merito a una capitale che ha ormai perduto se stessa. Roma è la sola città d’Italia che non abbia memorie esclusivamente municipali: tutta la sua Storia, dal tempo dei Cesari a oggi, è quella di una metropoli la cui importanza si estende infinitamente al di là del suo territorio.

A Londra, tranne il Papa c’è tutto; a Roma, tranne tutto, c’è il Papa. Eppure, questo pezzettino di medioevo, discretamente ben conservato, dà un diletto simile a quello che si prova nel contemplare un castello feudale, che con le sue torri merlate, le sue scale segrete e i suoi trabocchetti, ci permette di vivere con l’immaginazione in tempi lontani, pittoreschi e differenti dal nostro.

A Roma, tutti sanno cosa succede, ma nessuno lo capisce. Che differenza c’è, dunque, tra Roma e Milano, a parte il fatto che nel capoluogo lombardo si lavora? A Roma, ci si annoia dopo il secondo mese di soggiorno, giammai al sesto. E se si resta sino al dodicesimo, si è afferrati dall’idea di stabilirvisi. Regna per le strade un tanfo di cavoli marci. E attraverso le belle finestre dei palazzi del Corso, si scorge la povertà degli interni. Roma, in realtà, è solo un agglomerato di sublimi rovine, brutte chiese e case moderne: sarebbe stato meglio se non fosse sopravvissuta alla fine dell’età antica, o se si fosse trasformata in un deserto popolato solo dai resti dei suoi monumenti, come avvenne ad altre grandi capitali.

La conversione al cristianesimo ha segnato l’inizio della sua decadenza. Della patria di Cicerone, di Cesare e di Virgilio rimangono solo le spoglie esteriori: il suo spirito è morto per sempre e sono stati i preti e le superstizioni cattoliche ad averlo ucciso. La successiva, violenta, trasformazione in città moderna è stata la metamorfosi di un giocoliere: un’invasione di ciarlatani che le ha fatto perdere quella sua aria di Repubblica mondiale, per discendere al grado di capitale degli italiani. I quali, per le gravi condizioni in cui son sempre stati posti, sono un popolo troppo debole. Il Medioevo è stato, dunque, spazzato via, con tutto lo spirito storico del passato.

E Roma ha ormai perduto da tempo il proprio incanto.

 

 

(12 dicembre 2023)

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