di Monica Maggi

Sono 116 i casi in un solo anno. Parliamo delle truffe a danno di anziani, perlopiù che vivono da soli in casa. Proprio questo aspetto ha favorito il fenomeno criminale che fa leva su condizioni di solitudine e fragilità di una parte della popolazione che nelle grandi città, come Roma, sono in aumento. Le truffe hanno ormai un nome: le chiamano le telefonate del terrore e stanno generando un vero e proprio allarme sociale. Secondo quanto ricostruito nella maggior parte dei casi, i truffatori contattano le vittime spacciandosi per operatori o incaricati delle forze dell’ordine. Utilizzando motivazioni semplici, come presunti accertamenti giudiziari o notifiche urgenti, chiedono agli anziani di uscire immediatamente di casa per recarsi al comando. L’obiettivo potrebbe essere quello di allontanare i residenti dalle proprie abitazioni per agire indisturbati o per carpire dati sensibili durante la conversazione. Ma viene chiesto loro anche di racimolare quanto di prezioso c’è in casa perchè c’è un rappresentante delle forze dell’ordine che sta arrivando per ritirare tutto. Per prevenire furti o raggiri, c’è ormai un breve vademecum di comportamento per i cittadini. Bisogna evitare di comunicare informazioni sensibili o orari di presenza in casa al telefono, e quindi ignorare quindi gli inviti ricevuti da sconosciuti telefonicamente, anche se si presentano come rappresentanti delle istituzioni e, in caso di chiamata sospetta, è fondamentale annotare il numero del chiamante (se visibile) e riferirlo tempestivamente a qualunque ufficio di polizia locale.
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(15 maggio 2026)
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