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Se la candidata a 5 Stelle Bianchi fa proposte che sono già legge regionale. Mattia: “Cose già fatte”

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di Redazione Politica

I sempre troppo entusiasti di se stessi candidati a 5 Stelle, con la candidata alla presidenza della Regione Lazio in testa, arrivano sempre un passo dopo gli altri. Smantellato l’apparato-propaganda non resta che fuffa. Il caso della candidata Bianchi non fa eccezione. Dichiara infatti di volere “approvare una legge regionale contro le discriminazioni e le violenze di genere, istituire un fondo per il patrocinio legale di vittime di discriminazioni e realizzare nuove case rifugio per chi subisce violenza”. Peccato per lei, la Legge c’è già.

A tal proposito è Eleonora Mattia a sottolineare lennesimo scivolone grillino: “Le proposte della Bianchi sono state approvate negli anni scorsi dopo un lavoro impegnativo e concertato fatto nella commissione che presiedo ed oggi, in questo ambito, il Lazio è all’avanguardia rispetto al resto del Paese. Nello specifico tra Regione Lazio e ordine degli avvocati di Roma è stato sottoscritto un protocollo di intesa (firmato il 25 novembre 2020 e rinnovato ad aprile 2022) che consente di attivare il patrocinio legale, sia in ambito penale che in ambito civile, alle donne che hanno subito violenza o siano vittime di atti persecutori secondo quanto stabilito dalla Legge Regionale 20 maggio 2019 (LR n.8/2019 art. 8 )”.

E’ l’ennesimo trionfo del nulla grillino, per dirla in politichese, anche se pure le destre non scherzano: nelle proposte fumose del candidato Rocca infatti l’unica cosa certa, a parte il fumo, “è il continuare a parlare di famiglia e di natalità senza, però, spendere una sola parola sulle politiche delle donne e per le donne“; è ancora Eleonora Mattia a sottolinearlo, ricordando che nella “realtà non esiste famiglia e non ci sono nascite se non si continua sulla strada intrapresa dall’Amministrazione Zingaretti per riconoscere alle donne diritti fondamentali per non metterle più nella condizione di dover scegliere tra lavoro e famiglia, tra carriera e figli”.

Dai candidati a 5 stelle e delle destre dunque tanta verbosità, ma nessuna scelta reale sui temi che importano alle donne e alle loro famiglie come il tema delle discriminazione di genere e la violenza contro le donne sui quali l’amministrazione Zingaretti ha lavorato moltissimo e in modo assai efficace.

 

(31 gennaio 2023)

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