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Lo “snodo” nordoccidentale dipende da Salvini #pensieriniromani Allora siamo a posto….

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di Redazione Roma

C’è un comitato a Roma che si chiama: “Salviamo la Metro C”. Si tratta di una piccola associazione di cittadini che, già da qualche tempo, sta monitorando lo stato della mobilità su ferro nella capitale d’Italia. Un gruppo di romani che, nei giorni scorsi, ha lanciato l’allarme dalla propria pagina Facebook circa il mancato utilizzo dei fondi previsti per il prolungamento della linea A della metropolitana romana, da via Mattia Battistini sino a Monte Mario, con uno snodo di diramazione – utilissimo, peraltro – che va dal quartiere di Torrevecchia fino a Montespaccato e a via dell’Acquafredda.

E’ un vecchio progetto recuperato dal sindaco Gualtieri. Il quale, è andato a ripescare l’antico piano originario del 1973, al fine di superare l’idea della costruzione di una funivia che mettesse in collegamento la borgata di Casalotti con Primavalle: una parte di Roma incredibilmente investita da una fase di sviluppo assai dinamica, quasi a far dimenticare il suo antico passato di periferia malfamata. In effetti, l’idea di costruire una funicolare era meno bislacca di quanto potesse sembrare a chi non era romano, a causa dell’insperato dinamismo delle zone di Casalotti e Selva Candida. Un hinterland che, negli ultimi anni, sembra in fase di risveglio, pur risultando isolato da un fastidioso imbuto di traffico che ogni mattina si crea sulla via Boccea, unica arteria di collegamento fino al raccordo anulare.

Insomma, il quadrangolo nord-ovest di Roma è divenuto molto confortevole, sin quasi a collegarsi con la zona costiera di Maccarese e Fregene, con diramazioni interessanti fino a Ladispoli. Tuttavia, non si tratta di una zona talmente collinare da giustificare la costruzione di una funivia che la collegasse a via Mattia Battistini. Di qui, la non semplice progettazione di un’opera che ha sempre lasciato tutti quanti un po’ perplessi, dato che non ci troviamo di fronte a dislivelli come quello tra Bergamo alta e Bergamo bassa, tanto per fare un esempio, né Roma possiede, in quanto città di fiume, il contesto urbanistico di Napoli, che invece ha la catena degli Appennini meridionali che inizia proprio alle sue spalle.

Sia come sia, l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, secondo quanto riportato dalla pagina Facebook di Salviamo la Metro C – che sta svolgendo un lavoro d’informazione assai prezioso e con pochissimi mezzi, tra l’altro – in questi giorni ha avuto un incontro pubblico con i vari comitati, nel corso del quale ha confermato che, a causa di un Dipartimento mobilità ridotto all’osso e l’oramai infinita liquidazione di Roma Metropolitane, per non perdere i 5,6 milioni di euro già stanziati in passato ha chiesto al ministro Salvini di “bandire una gara di progettazione da poco più di 5 milioni di euro, che non può non essere alla portata della capitale d’Italia e, soprattutto, non può non essere una priorità della Giunta che governa la città con il peggior trasporto pubblico d’Europa proprio a causa di una rete metropolitana insufficiente e con pochi nodi”, conclude la nota.

Da più di quindici anni, Roma non riesce a fare quanto di più naturale per qualsiasi altra capitale europea: progettare, mettere in cantiere e aggiungere binari per potenziare la propria rete di trasporto pubblico. Ciò ha trasformato le metropolitane di Roma in una priorità che, attraverso una semplice proroga, potrebbe dare il via libero definitivo allo sviluppo di un quadrangolo della capitale che si sta dimostrando assai più laborioso del previsto. Il fatto che a Roma vi fossero segnali interessanti, lo avevamo già anticipato nella presente rubrica nelle scorse settimane. Un dato che risulta confermato anche dal Rapporto annuale sulla qualità della vita in Italia, realizzato da ItaliaOggi insieme all’Università La Sapienza di Roma e in collaborazione con Cattolica Assicurazioni.

Ebbene, considerati tutti i punteggi, la classifica finale sulla qualità della vita vede Roma recuperare un posto, rispetto al 2021: dal 54esimo al 53esimo. Un po’ poco, a dire il vero. Ma le grandi ripartenze spesso cominciano da piccoli passi. Per la serie: “E Roma rinascerà più bella e più superba che pria…”. Bravo! Grazie.

 

(8 novembre 2022)

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