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Chi marcia a destra laggiù? A sinistra! A sinistra! A sinistra! #pensieriniromani di Vittorio Lussana

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di Vittorio Lussana

Cecilia D’Elia vince le elezioni suppletive del collegio Roma 1 (quartieri Prati-Delle Vittorie-Trionfale). Si trattava del seggio lasciato libero da Roberto Gualtieri, che per poter fare il sindaco di Roma ha dovuto dimettersi dal ruolo di parlamentare. L’affluenza è stata scarsissima: l’11,33% degli aventi diritto. Naturalmente, con la variante Omicron in circolazione non c’era modo di poter fare una compagna elettorale ordinaria. Ma a nostro parere, la notizia è anche un’altra: appare sempre più evidente che le forze del centrodestra potrebbero presto ritrovarsi di fronte a un amaro risveglio.

Conoscendo assai bene i quartieri in questione, posso affermare che la maggior parte dei suoi abitanti abbia preferito rimanere a casa, poiché intimoriti dall’ondata virale di Omicron, la quarta in due anni, ma anche dal pericolo che il Lazio torni in zona arancione, con conseguenti chiusure e ristrettezze. In ogni caso, la D’Elia ha vinto con il 59,43% dei voti: un risultato il quale, se aggiunto al 12,9% del candidato di Italia Viva, Valerio Casini, dimostra come anche questa parte della capitale, totalmente a ridosso dello Stato pontificio, sia definitivamente divenuta un feudo del centrosinistra: quasi il 70% dei consensi di uno dei quartieri che, un tempo, veniva considerato nero in una maniera persino scontata.

Questo flusso di cambiamento, cominciato negli anni ’90 del secolo scorso, è stato lento, ma inesorabile: anche i ceti borghesi di Roma nord si sentono maggiormente garantiti dalle forze di sinistra. Ricordiamo inoltre, per questioni di chiarezza, che si tratta di una parte della città la quale, pur contemplando alcune zone più popolari, per lungo tempo ha vissuto un dominio quasi soffocante della Dc e, prim’ancora, delle destre. “Prati è nera”, recita ancora oggi una scritta che campeggia sulla sponda destra del Tevere, a segnalare la sua netta contrapposizione con la sponda sinistra: quella popolare e proletaria di Campo de’ fiori.

Oggi, il dominio conservatore della sponda Oltretevere non esiste più. E pensare che veniva chiamata Oltretevere proprio in contrapposizione con la Roma laica, sede del parlamento e dei principali ministeri di governo. Qualcuno storce un po’ il naso: “Ottenere il 60% del 12% non è un gran risultato”. E in effetti, spalmando bene il voto sui dati storici delle varie consultazioni del passato, si nota che il dominio del Pd si riduce quasi della metà. E tuttavia, si tratta di un dato che, sommato ad altre forze minori, arriva comodamente a una massa critica del 40-41%.

Si faccia bene attenzione: non è poco, per una zona di Roma a lungo dominata dai ceti borghesi. Lo stesso film di Ettore Scola, La famiglia, venne girato in un appartamento di via Crescenzio che ho addirittura frequentato personalmente per anni, proprio perché Scola intendeva segnalare, volutamente, quanto stesse accadendo in questa parte della capitale. Un processo avvenuto, peraltro, anche nel resto della Roma bene: ai Parioli, a Vigna Clara e, persino, lungo la via Cassia.

Si tratta, tra l’altro, della vera e propria City della capitale: la sua vicinanza con i principali Tribunali, quello civile e quello penale di piazzale Clodio, rende pienamente l’idea di rioni in stile liberty dove hanno tradizionalmente sede quasi tutti gli uffici legali e notarili, le radio e i giornali, gli studi di architetti e commercialisti. Rispetto al passato, si tratta di una vera e propria rivoluzione. Per non parlare di quanto emerge da altri quartieri di medio-livello, come Monteverde e Montesacro, anch’essi definitivamente spostatisi a sinistra.

Insomma, la tendenza di fondo è quella che vede le antiche destre romane e una certa nobiltà nera in una fase di ormai totale estinzione: una ritirata rumorosa e polemica, ma sempre più evidente ogni giorno che passa. Un processo simile è avvenuto anche a Milano. Ma non si tratta dell’avanzata di una sinistra della Ztl: è la borghesia italiana, quella medio-alta, che si sta lentamente spostando, sempre più disgustata dalle bugie quasi infantili delle destre.

Persino Elena Curti, la figlia segreta di Benito Mussolini, se n’è andata serenamente proprio in questi giorni, alla veneranda età di 99 anni. Perché è vero che le destre non ‘mollano’ mai, ma è altrettanto vero che esse sono tutta ‘fuffa’, mero atteggiamento, vuota forma. Esattamente come scrisse, una volta, Giovanni Gentile in persona: “Un’etichetta salutata la quale può recepire qualsiasi contenuto, anche il più contraddittorio, persino rivoluzionario…”.

Una Roma che, oggi, deve tuttavia ricominciare a decentrare questa sua nuova consapevolezza anche verso le periferie, portando in esse questa sua nuova cultura della legalità e del senso civico: un compito per nulla semplice. Tuttavia, comincia a esser sempre più evidente come un buon tratto di strada sia stato fatto. E non lo vede solamente chi non lo vuol vedere.

 

(18 gennaio 2022)

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