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Saluto fascista all’Olimpico. Quello che mancava

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di Daniele Santi, #politica

Dopo una quindicina di giorni in cui di saluti fascisti se ne sono visti un po’ dappertutto, senza naturalmente conoscerne la matrice così come è sconosciuta la matrice fascista di attacchi squadristi e fascisti ad organizzazioni democratiche, ciò che mancava era il saluto fascista allo Stadio Olimpico. Perché chi di fascista ferisce di fascismo perisce. Dando la colpa a Lamorgese e ai giornalisti (o ai giornalisti e a Lamorgese).

Protagonista della triste storia di testosteroniche goliardie il falconiere della Lazio, assurto così all’imperitura gloria dei prodi, in un gesto eterno, di eterna nostalgia e di granitica convinzione, dicasi di goliardico colore adolescenziale, perché si è sempre goliardici, fascisti mai, nonostante la Costituzione (o forse proprio a causa di quella, perché se dovessero perdere un’altra elezioni, non avendo più nessuno da incolpare se non loro stessi, se la prenderanno con la Carta Costituzionale innocente e, soprattutto inapplicata).

Il falconiere, immortalato da gente che non ha nulla da fare e addirittura scatta fotografie per passare il tempo, è stato sospeso dalla società. Magari è colpa di Lamorgese e dei giornalisti anche stavolta. Alla Comunità Ebraica girano le palle di brutto e chiedono “Basta fascisti allo Stadio”. Basta stadi pieni di fascisti, suonava brutto…

 

(20 ottobre 2021)

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