di Redazione, #pensieriniromani
Momento di panico in un supermercato romano: una giovane immigrata dalla carnagione olivastra, con una sciarpa colorata sulle spalle e la mascherina in volto viene scambiata, per qualche secondo, per un’indiana. Il terrore percorre la schiena di alcune nostre casalinghe disperate, che subito si sono allontanate fin quasi al bancone del pesce.
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Accortasi dell’equivoco, la ragazza si è tolta per un attimo la mascherina e ha affermato: “Soy peruana…”. E tutto è finito nella più ipocrita delle risate collettive cui abbia mai assistito. “Stavo quasi per chiederle se si fosse fatta il tampone…”, mi dice una signora. “Lei lo ha fatto?”, domando io. “Sì, a ottobre: siamo andate in macchina con mia figlia. Però, il vaccino non lo faccio: non mi fido… Eppoi, tutti un giorno dobbiamo morire”, stabilisce con falsa indifferenza. E con la stessa identica faccia che, solo dieci secondi prima, era ‘sbiancata’ come se avesse visto un fantasma, secondo i consueti e repentini voltafaccia della piccola borghesia italiana.
“Tutti, un giorno, dobbiamo morire”, ho concluso io. “Forse, anch’io. Forse…”.
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(4 maggio 2021)
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