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Italia Viva si mette di traverso sul DdL Zan. Rosario Coco: “Si rischia di mettere la parola fine alla Legge per mero posizionamento politico

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di Redazione, #Roma

“Quanto dichiarato oggi da Faraone rischia di mettere la parola fine alla Legge Zan per una mera logica di posizionamento politico. Auspichiamo che i deputati e le deputate di Italia Viva possano far cambiare idea a Renzi, tenendo conto anche del contributo offerto dalla deputata Noja alla legge sul tema dell’abilismo”.

Così Rosario Coco, Segretario di Gaynet, in una nota stampa inviata alla nostra redazione.

“Le proposte di modifica che Faraone dice di condividere sono infatti prive di logica. Da una parte la proposta Concia, che vorrebbe togliere la misoginia in quanto le donne ‘non sono minoranza’, ignora che la legge non funziona con la logica delle minoranze e non tutela le vittime in base alla loro identità, bensì sulla base del movente e del pregiudizio che genera violenze e discriminazioni. La discriminazione in base al genere, che purtroppo interessa le donne, è una di queste fattispecie, insieme ad orientamento sessuale, identità di genere, sesso e disabilità. Dall’altra parte, le proposte che vorrebbero eliminare la fattispecie legata all’identità di genere si pongono al di fuori dei principali moniti internazionali e a livello europeo per la tutela delle persone transgender, che sono tra quelle che più colpite da questa tipologia di crimine d’odio. La critica, infine, di chi teme che non si riconosca la specificità delle donne nate con il sesso femminile è del tutto fuori luogo, se non addirittura in malafede, essendovi tra le fattispecie di discriminazione proprio quella legata al ‘sesso’”.

“La Legge Zan – prosegue Coco – è già frutto di un lungo e minuzioso lavoro di sintesi alla Camera, che ha visto l’accordo tra tutte le forze politiche della precedente maggioranza. Perché Italia Viva si sfila adesso? Qualunque modifica affosserebbe di fatto il provvedimento riportandolo alla Camera, dove bisognerebbe ricominciare da capo. Perché dare uno schiaffo del genere ad una mobilitazione sociale senza precedenti, alle oltre 400000 firme raccolte da Da’ Voce al Rispetto, alla quasi unanimità del mondo della cultura e dello spettacolo? Le sensazione – conclude. – è che si stia giocando una partita politica a noi ignota sulla pelle di persone come Jean Pierre Moreno e Malika Chaly, una partita che rischia di trasformare molte delle corse alla solidarietà che abbiamo visto in un trionfo di ipocrisia”.

 

(21 aprile 2021)

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