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“Pensierini Romani” di Vittorio Lussana. Ho visto Roma piangere

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di Vittorio Lussana #PensieriniRomani twitter@gaiaitaliaroma #Politica

 

Chiedo profondamente scusa ai lettori per la mia intermittenza di questi giorni, per me difficili e dolorosi a causa della perdita di mia mamma. Mi ritrovo un po’ messo al tappeto, dopo un lungo combattimento contro la morte e, più recentemente, contro il Covid.

Voglio innanzitutto ringraziare tutto il personale medico e sanitario della Regione Lazio, che in questi ultimi 5 anni ho potuto frequentare con continuità. In particolare, dottori e infermieri del Policlinico ‘Agostino Gemelli’: una struttura all’avanguardia, che svolge un ruolo prezioso per la città di Roma.

Sto vivendo giorni di autentico disorientamento. E chiedo scusa a tutti per i miei impulsi non sempre equiibrati di questo periodo, dettati dal tentativo di contrastare con la razionalità le cupe ondate di dolore che mi attraversano.

Ringrazio inoltre la città di Roma, in cui mia mamma ha vissuto anni talvolta difficili, ma spesso splendidi, dandole sempre la possibilità di dimostrare il suo gran valore di lavoratrice. Non ricordo un solo giorno in cui ella abbia cercato una scusa qualsiasi per rimanere a casa a riposare. Quando giunse per la prima volta nella capitale d’Italia, nel lontano 1966, questa simpatica operaria della fabbrica di carte da gioco ‘Masenghini’ di Bergamo s’innamorò letteralmente della ‘città eterna’, della sua Storia millenaria e della sua monumentale bellezza artistica e architettonica.

Negli ultimi decenni, ho chiesto spesso a mia madre cosa pensasse del fenomeno della Lega Nord e del suo forte radicamento proprio in terra bergamasca. E lei mi ha sempre risposto con amarezza: “I bergamaschi non mi piacciono più: si sono dimostrati ottusi e provinciali. Tuo padre, per intelligenza e valore, era tutta un’altra persona”.

Un’operaia bergamasca innamoratasi perdutamente di Roma, che le aveva aperto la mente e il cuore. Una capitale sommersa dalla pioggia proprio nei giorni in cui se n’è andata. Come se piangesse insieme a me tutto il suo dolore.

 

(11 dicembre 2020)

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