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Stefano Fassina per candidarsi alle primarie per Roma detta le condizioni al PD: “Volti pagina”

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di Redazione #Lopinione twitter@GaiaitaliaRoma #Politica

 

Stefano Fassina è quell’uomo politico che come sottosegretario votò tutto ciò che contestò più tardi a Matteo Renzi, lo scriviamo da tempo. E continueremo a scriverlo. La sua opposizione all’interno del governo capitolino alle sciagurate soluzioni di Virginia Raggi è stata tiepidina, ed ha sfiorato l’endorsement in alcuni casi particolarmente eclatanti.

Fassina è anche quel politico al quale la classe politica – scusateci la ridondanza – fa schifo proprio come se non ne avesse mai fatto parte e potesse permettersi il lusso di giudicarla dall’esterno.

Riferendosi al governo pentaleghista ed alle scelte inquietanti dell’allora ministro del lavoro Di Maio l’uomo a cui fa schifo la classe politico era riuscito a costruire un’affermazione straordinaria, che riportavamo in questo articolo. del quale vi riportiamo uno stralcio.

Sul lavoro questo governo guarda a sinistra, e dobbiamo sostenerlo” è stato il verbo di Stefano Fassina. E finalmente l’uomo ha chiarito come mai la pura sinistra, la sua, e la pura destra, la sua, sono più o meno la stessa cosa. L’endorsement arrivava mentre il ministro del Lavoro stupiva gli astanti, perché ci sono sempre astanti da stupire, con un’altra dichiarazione, se possibile ancora più lucida di quella fassiniana, che recitava in soldoni: “Se saremo bravi possiamo creare circa 13 milioni di posti di lavoro” che diventava dopo pochi secondi “ovviamente non sto qui a dire che creeremo 13 milioni di posti di lavoro, non sono venuto qui a dire questo”.

Ora Fassina, rilascia a Dire una dichiarazione sulle prossime elezioni di Roma nelle quali sembra voler dare la sensazione di essere un uomo da un milione di voti, senza naturalmente dire che lui è un uomo da un milione di voti.

Le primarie del centrosinistra? Con grande franchezza mi pare che ci si muova su un piano tutto politicista. Vorrei capire dal Partito democratico se intende tornare al pre-Raggi o se invece ha intenzione di riconoscere la necessita’ di una svolta anche rispetto a quello che c’era prima di questa sindaca. Perché se i Cinque Stelle hanno preso il 35% al primo turno nel 2016 è perchè la citta’ ha riconosciuto le amministrazioni dell’ultima fase come non in grado di affrontare i problemi di Roma”.

Va detto che Stefano Fassina, consigliere capitolino, deputato di LeU e promotore di Roma Ventuno, intervistato dall’agenzia Dire per la rubrica DIREzione Roma afferma che bisogna andare oltre il “pre-Raggi” come se lui non ci fosse già stato, in quel periodo, e come se gli errori del PD del pre-Raggi (come lo chiama lui) non fossero anche condivisi d un partito del quale faceva già parte.

Quindi, in soldoni, se il PD facesse autocritica, Fassina sarebbe pronto a candidarsi alle primarie del centrosinistra per la carica di Sindaco di Roma, ma non per fare testimonianza, come se da consigliere d’opposizione non avesse fatto solo quella.

 

(19 luglio 2020)

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