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“Virginia, ti amo”, i “Pensierini romani” di Vittorio Lussana in tempi di “sonetti”

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di Vittorio Lussana #PensieriniRomani twitter@GaiaitaliaRoma #Politica

 

In tempi di sonetti e poesie, anche noi abbiamo voluto mutuare il testo di un mitico brano di ‘Elio e le storie tese’ per dedicare anche noi un pensierino ‘particolare’ al sindaco di Roma, Virginia Raggi.

 

Vittorio: “Ti attaccavano tutti, ma iiiiiiiiiiiiooooo non scrivevo proprio niente, per vedere se sapevi fare la sindaca”.

Sindaco Raggi: “Non è vero, tu non capisci l’universo a 5 stelle: la nostra spiccata sensibilità ecologica si contrappone al tuo freddo razionalismo laico-riformista”.

Vittorio: “Ciononostante… Virginia, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Mi sento confusa”.

Vittorio: “Virgina, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Voglio correre da sola”.

Vittorio: “Virginia, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Esco da un mandato quinquennale allucinante…”.

Vittorio: “Virginia, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Non ti voglio come alleato”.

Vittorio: “Virginia, ti amooooo”!

 

Vittorio: “Entra nel centrosinistra”.

Sindaco Raggi: “Voglio essere libera”.

Vittorio: “Va bene: alleati pure con chi ti pare”.

Sindaco Raggi: “Non condividi mai niente di quello che faccio…”.

Vittorio: “Vorrei intervistarti”.

Sindaco Raggi: “Non se ne parla neanche…”.

Vittorio: “Non ti vorrei neanche per una vacanza in campeggio”.

Sindaco Raggi: “Ma figurati se vengo in campeggio con uno come te”.

Vittorio: “M’incazzo, bestemmio e picchio gli Amministratori delegati dell’Ama”.

Sindaco Raggi: “Ti amo”.

Vittorio: “Ti faccio un servizio di 6 pagine con tanto di intervista al tuo assessore allo Sport”.

Sindaco Raggi: “Ti lascio per un nevrotico, che bestemmia e picchia gli amministratori delegati dell’Ama…”.

Vittorio: “Entro nel Pd”.

Sindaco Raggi: “E io resto nel Movimento 5 stelle”.

Vittorio: “Entro anch’io nel Movimento 5 stelle”.

Sindaco Raggi: “E allora io entro nel Pd”.

 

Vittorio: “Virginia, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Mi sento confusa”.

Vittorio: “Virgina, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Voglio correre da sola”.

Vittorio: “Virgina, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Esco da un mandato quinquennale allucinante…”.

Vittorio: “Virginia, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Non ti voglio come alleato” .

Vittorio: “Virginia, ti amooooo”!

 

Vittorio: “Vengo in Campidoglio”.

Sindaco Raggi: “Che palle…”.

Vittorio: “Vado a Milano per incontrare il sindaco Sala”.

Sindaco Raggi: “Roma Capitale non è un albergo”.

Vittorio: “Ti scrivo un programma socialisteggiante, con alcune sfumature liberal e un ‘tocco’ di verde ambientalista…”.

Sindaco Raggi: “Non siamo di sinistra”.

Vittorio: “Allora ti faccio un bel piano aziendale con uno ‘schizzo’ di destra classista e un po’ di puzza sotto al naso…”.

Sindaco Raggi: “Non siamo neanche di destra”.

Vittorio: “Lo stadio era meglio farlo a Lunghezza”.

Sindaco Raggi: “Sei pazzo…”.

Vittorio: “Allora va bene al Torrino…”.

Sindaco Raggi: “Lunghezza non era così malvagia, come idea…”.

 

Vittorio: “Virginia, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Mi sento confusa”.

Vittorio: “Virgina, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Voglio correre da sola”.

Vittorio: “Virgina, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Esco da un mandato quinquennale allucinante”.

Vittorio: “Virginia, ti amo”.

Sindaco Raggi: “Non ti voglio come alleato”.

Vittorio: “Virginia, ti amooooo”!

 

Vittorio: “Ora uniamo i cittadini in un’estasi suprema che è propria dell’empirismo laico e anticlericale”.

Sindaco Raggi: “No, perchè quando ero praticante, lo sono diventata a tutti gli effetti. Però possiamo firmare un bell’apparentamento: sarà bellissimo lo stesso…”.

Vittorio: “Mi stai prendendo per il culo”.  

Sindaco Raggi: “Dai, sii serio…”.  

Vittorio: “Usciresti con me domani sera”?  

Sindaco Raggi: “Sono stanca e ho già un impegno con Di Maio”.  

Vittorio: “Beh, poco male: allora io esco con la Meloni”.  

Sindaco Raggi: “Sono libera”.  

Vittorio: “Riunifichiamo la sinistra”.  

Sindaco Raggi: “Campa, cavallo, che l’erba cresce”.  

Vittorio: “Allora ti voto al ballottaggio”.  

Sindaco Raggi: “Riunifichiamo la sinistra, superando anche la scissione di Livorno, quella di Palazzo Barberini e persino la diatriba dialettica tra Marx e Bakunin”.  

Vittorio: “Non sono un populista”.  

Sindaco Raggi: “Cerca di cambiare…”.  

Vittorio: “Eccomi: sono diventato populista”.  

Sindaco Raggi: “Non sei più il laico-razionalista di una volta”.  

Vittorio: “Petroselli era più bravo di te”.  

Sindaco Raggi: “Quella Roma non c’è più”.  

Vittorio: “Allora voglio Falcao sindaco”.  

Sindaco Raggi: “Petroselli era una gran brava persona”.  

I romani in coro: “Evviva la Terza Repubblica”!!!

 

 

(17 luglio 2020)

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