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La sede di Casapound non si tocca, parola del Governo pentaleghista, meglio “sloggiare” senegalesi al Pigneto

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Il palazzo di via Napoleone III a Roma sede occupata di Casapound

di Redazione #Roma twitter@gaiaitaliacomlo #Casapound

 

 

Qualche giorno fa l’assemblea capitolina della giunta della Sindaca Miracolosa aveva votato un ordine del giorno voluto dal PD che impegnava il Comune a sgomberare nei più breve tempo possibile la sede di Casapound illegalmente ed abusivamente occupata dalla formazione neofascista. Titolammo, ricorderete, “Staremo a vedere“, e infatti la sede non sarà sgomberata alla faccia di tutti coloro che la casa, le bollette, la luce ed il gas se li devono pagare e non hanno i soldi per farlo. Questo è il pentaleghismo, per ricordarlo a chi li ha votati.

L’ordine del giorno, va ricordato, non è un impegno vincolante e considerando che la Sindaca se ne frega anche di quelli vincolanti figuratevi una votazione del genere quanto poteva importarle; di fatto però era utile a fini propagandistici che il M5S votasse l’odg insieme al PD tanto a cavare d’impiccio la Sindaca dei Sesterzi sarebbe arrivato il governo. Che puntualmente, dopo che Salvini è stato miracolato dal Movimento della Sacra Setta dell’Uno uguale Uno, è arrivato in soccorso di Nostra Signora dei Frigoriferi.

E’ nientepopodimenoche il ministro Tria a scrivere alla Sindachissima per toglierla d’impaccio spiegando a lei e al volgo che la sede occupata dei neofascisti di Casapound non è “una priorità per prefettura e demanio” essendo il palazzo occupato stabile e pulito. Al contrario di certe coscienze.

Nel frattempo al Pigneto veniva sgomberato uno stabile occupato da senegalesi dediti alla creazione di etichette e loghi utilizzati per la contraffazione di scarpe e capi d’abbigliamento. E’ noto ai nostri lettori, e non solo, che il M5S votò a suo tempo contro la proposta di legge che puniva l’apologia di fascismo appellandosi alla libertà d’opinione e definendola liberticida.

 

 




 

 

(20 febbraio 2019)

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