Il nuovo stadio della Roma spina nel fianco della giunta capitolina: solita propaganda

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roma-stadiodi  V.A.Rotaru

 

 

 

Il 3 novembre 2016 inizio della conferenza dei servizi riguardante il progetto: Stadio della Roma. Mentre da una parte il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti ribadisce l’importanza  dello stadio e i benefici che produrrrà, forte di una delibera già firmata dal comune di Roma ai tempi di Marino,  dall’altra l’assessore all’urbanistica M5S Paolo Berdini risponde con un “dico non dico, son trasparente, ma tu non vedi niente” alla Moggi. Non conferma né smentisce l’interesse del comune nella costruzione e si limita a dire: “Alla chiusura della conferenza dei Servizi il Campidoglio avrà 90 giorni di tempo per valutare l’interesse pubblico del progetto, a quel punto daremo il nostro parere sullo stadio; noi siamo rispettosi delle procedure di legge e le rispetteremo come fatto finora”, consigliando alla regione Lazio di “dormire tranquilli”.  La regione Lazio c’ha già dormito su e risponde serafica: “Non è così. I 90 giorni di cui parla Berdini non esistono o, meglio, decorrono da quando l’AS Roma ha consegnato il progetto al Comune. E quindi se ne sono andati insieme con l’estate”.  Il PD  in coro ne approfitta: “Vediamo se si prenderanno le loro  responsabilità  o manderanno il pallone fuori campo”.

La Sindaca dei Miracoli proferisce il verbo: “Se qualcuno, anche se lo ritengo improbabile, dovesse fermarlo (lo stadio, ndr) se ne assumerà le conseguenze, politiche ed economiche, visto che è stato autorizzato e molti investimenti sono già stati già fatti “ (soltanto poche settimane fa Nostra Signora della Funivie aveva detto “Niet” al nuovo stadio).

Queste le ultime (fino alle prossime) parole sul tema da parte della Sindaca che dice bene: molti investimenti sono già stati fatti, 60 milioni per la precisione, di cui 30 a carico della Goldman Sachs. Insomma anche lei è d’accordo col PD, qualcuno dovrà pur prendersi la responsabilità, non lei eh!, non perché stia praticando lo scaricabarile, ma perché forse è consapevole dei rumori sinistri che martellano la testa del suo assessore Berdini, rumori da brividi per la Sindaca, che se l’iter si interrompesse confermerebbe che co’ ‘sti assessori c’ha proprio sfiga.

Da parte sua l’Università La Sapienza ha rilascio i risultati degli studi sulle ricadute economiche del  nuovo stadio, un impatto “pari a  circa due volte e mezzo quello generato da Expo 2015 su Milano.  A fronte di un investimento di 1,6 miliardi, il tasso di disoccupazione calerebbe dello 0,8 con 5.500 occupati in più e verrebbero anche piantati 10 mila alberi”. Investimento fatto da un privato che rivalorizzerà  la zona di Tor di Valle che necessitava comunque di investimenti.

Allora qual’è il problema? Berdini giorni fa dichiarò: “Non autorizzerò un metro cubo in più del massimo che ora prevede per quella zona il piano regolatore, e cioè circa 350 mila metri cubi, in pratica solo lo stadio” (quanto je piace vietà ai 5 stéle!). Naturalmente il tema dei costi delle infastrutture pubbliche dedicate ai collegamenti della zona ha infiammato molte discussioni: sui blog 5 stelle emergono numeri che parlano di 200/400 milioni di euro a spese del comune.

In questo caso, un’indicazione dei costi per le opere pubbliche è arrivata direttamente dal sito dell’amministrazione capitolina. Si tratta di una locandina sintetica di tutte le opere e dei costi necessari per realizzarle che sbugiarda le bufale dei blog pentastellati. Alla voce “investimenti privati per opere pubbliche” si legge infatti che l’ammontare totale delle spese è di 195 milioni circa suddivisi tra i 93,7 per la viabilità della Roma-Fiumicino, 38,6 per la via Ostiense, 50 per la metro B, 7,5 per il ponte pedonale e 5 per la messa in sicurezza del fosso di Vallerano.

Ma non sarà che Berdini ce l’ha da tempo con il progetto?

 

 

 

(4 novembre 2016)

 

 

 

 

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