di Giancarlo Grassi
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La visione medievale e restauratrice del M5S e della sua Sindaca ha dato un altro duro colpo alla roma europea che i romani sognano: la Giunta che dice no a tutto fuorché a Raffaele Marra e a Paola Muraro, ed ai 50mila e passa euro all’anno ai “bike manager”, utilissimi alla Capitale, ha messo in soffita anche la Metro C, quella che avrebbe dovuto in qualche modo rappresentare il futuro per i trasporti di Roma: “Troppi soldi sprecati”, così che la metro C si fermerà al Colosseo invece di arrivare alla cittadella giudiziaria nella zona Nord, com’era previsto dal progetto originale.
Al posto della Metro C altri tram, “meno invasivi” nel burocratese a 5 Stelle, in realtà completamente inutili per velocizzare gli spostamenti considerato l’intasamento di veicoli della Capitale che impediscono la circolazione in orario dei mezzi su rotaie.
Una mozione dei 5Stelle – scrive Repubblica – impegna infatti la sindaca a liquidare Roma Metropolitane, la società istituita nel 2005 per curare la progettazione e la realizzazione della tube capitolina. Non solo la linea C, la cui sorte appare ormai segnata, ma pure la prosecuzione della B1 e la costruzione della linea D (in fase preliminare). Le competenze di Roma Metropolitane saranno assorbite dall’Agenzia comunale per la Mobilità. E lì saranno trasferiti – assicura la giunta – i 178 dipendenti dell’azienda da sciogliere.
Così che mentre Milano facilita la vita dei cittadini con le sue dieci linee di metropolitana e nuovi progetti in tal senso, i Cittadini che si spacciano per i salvatori dei cittadini mettono in atto il loro diniego e bloccano ogni progetto per migliorare la vita della città. Quello della Metro è solo l’ultimo della serie. Certo, c’è sempre il sogno della funivia su Roma svenduto dalla Sindaca in campagna elettorale…
(4 novembre 2016)
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