di Monica Maggi #Romapride2019 twitter@GaiaitaliaRoma #LGBTI
Il 25 giugno la firma del Patto per “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”
Le religioni presenti sul territorio italiano, in rappresentanza dei loro fedeli, firmeranno il 25 giugno un Patto per... →
Degli eventi amo moltissimo due cose: i preparativi e il backstage. Li trovo molto più affascinanti e veri della relativa manifestazione. E così per il Pride. Alle 15 era previsto il via (che poi i carri sono partiti alle quattro e mezza) ma io ero lì alle due.
Ero lì alle due perché mi piace ascoltare la gente, cogliere sensazioni, vedere i gruppi che arrivano, pensare e supporre identità e vite dietro un fazzoletto, un trucco, un’attesa.
Ho amato molto questo Pride, L’ho amato molto più degli altri per tanti motivi. I 50 anni di distanza da Stonewall, nome del bar di New York dove avvennero i primi moti di rivendicazione in quel lontano 27 giugno 1969. I miei 60 anni che rappresentano un guado fondamentale per una donna fluida come me. Ma soprattutto perchè dal 4 marzo del 2018 abbiamo una situazione politica che esigeva un Pride molto più forte, deciso e determinato dei precedenti.
Taxi, Lancellotti (CG). nessun cambio di postazione. Ho difeso e continuo a difendere il transito sui Fori Imperiali
"Desidero fare chiarezza sulla decisione di ripristinare il divieto di transito ai taxi nell’ultimo tratto di via dei... →
E questa mia aspettativa è stata premiata, sono felice e lo dico davvero. Ho notato meno paillettes, meno spettacolo, meno “piume e lustrini” (motivi per i quali il Gay Pride viene spesso duramente e ingiustamente attaccato) ma tanta tanta voce politica in più. Tanta voglia di dire al Ministro Fontana e a quell’esemplare umano che si chiama Pillon che ci siamo e siamo tanti, e non necessariamente con la necessità di dire chi ci portiamo in camera da letto ma semplicemente che nessuno deve interferire nella nostra vita privata.
In questo loro comportamento però ci hanno fatto un favore: mai come ora il nostro PRIVATO è diventato POLITICO. Di questo se ne devono essere accorti tutti i giovanissimi (migliaia!!!) che sono accorsi al Pride 2019. Eccolo, il vero motivo della mia soddisfazione: tanti ragazzi dai quindici ai diciotto anni al massimo che hanno colorato e ravvivato una manifestazione che ci apparteneva ormai un po’ troppo.
Io l’ho invitata a ballare e lei m’ha detto Lo sai che sono lesbica? e io le ho detto Meglio!”
e questo è solo un esempio delle conversazioni colte al volo.
Bellissimi ragazzi e ragazze, siete una meraviglia. Vi affidiamo questo popolo stonato. Come il tizio al banco del pesce, dove sono andata a fare la spesa post-manifestazione, che guardando le mie due bandierine rainbow sulle guance m’ha chiesto
E’ andata alla manifestazione signo’?”
“Sì”.
“Tutto bene? Problemi?”
“Perché? Era una manifestazione tutta sull’amore, e l’amore problemi non li dà. A chi si ama, ovviamente”.
(9 giugno 2019)
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