di G.G.
Virginia Raggi e la sua giunta hanno approvato una nuova straordinaria riforma per Roma Capitale che stravolgerà, più che cambiare, la vita quotidiana dei Romani e dell’Italia tutta. Si tratta di una norma, passata coi voti dei 25 consiglieri pentademenziali e con 8 voti contrari, che vieta – tenetevi forte, vieta! – a chiunque di sedersi sugli scranni che furono onorati di ospitare le sacre chiappe degli esponenti del M5S nel 2013.
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Le pulsioni dittatoriali di Virginia Raggi non possono, evidentemente, essere tenute sotto controllo da nessuno. Aggrappata disperatamente alla sua fascia tricolore, perché dalle fotocopie alla poltrona di primo cittadino della Capitale c’è tutta una storia di prestigio e potere, Virginia Raggi continua ad esercitare il suo ridicolo potere sulle minuzie perché incapace di prendere la guida di una Città devastata che ha fortemente voluto guidare, per poi lasciarla affondare nelle sue disgrazie. Anzi aggiungendone di nuove: i suoi assessori.
E la situazione è davvero pesante se è vero che persino Giorgia Meloni, come racconta una gola profonda con frequentazione quotidiane capitoline, dopo l’ennesimo deliro pro-Atac in Campidoglio sponsorizzato dai 5 Stelle, si sarebbe avvicinata a Roberto Giachetti e gli avrebbe sussurrato in melonese (cioè, in modo che tutti sentissero): “Robbe’ questi so’ matti. Il governo con i grillini faccelo te”.
Il punto è che le prove tecniche di dittatura di Virginia Raggi vanno avanti. E non è che si mkuoia di voglia di vedere dove finiranno.
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(26 aprile 2018)
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