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Casa Balla e Museo Mario Sironi, il Ministero della Cultura investe oltre 2,6 milioni di euro nel Novecento

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di Fabio Galli
Fabio Galli

Tre atti di compravendita per arricchire le collezioni pubbliche: arredi e opere di Giacomo Balla contribuiranno al riallestimento della sua abitazione romana, mentre trenta lavori di Mario Sironi formeranno il primo nucleo statale del museo dedicato all’artista.**
Il patrimonio pubblico italiano si arricchisce di nuovi materiali per approfondire due figure centrali dell’arte del Novecento. Il Ministero della Cultura ha sottoscritto tre atti di compravendita, per un valore complessivo superiore a 2,6 milioni di euro, destinati a Casa Balla, a Roma, e al futuro Museo Mario Sironi – Centro Studi Sironiani. L’operazione, annunciata dal dicastero il 12 ottobre 2026, punta sia al recupero della configurazione storica della casa dell’artista futurista sia alla costituzione di una raccolta pubblica dedicata a Sironi.

Gli interventi sono finanziati attraverso il bilancio autonomo del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, responsabile della gestione di Casa Balla e destinata a occuparsi anche del nuovo museo. Il Ministero ha precisato che gli atti saranno trasmessi agli organi di controllo per gli adempimenti previsti prima del perfezionamento delle acquisizioni e della consegna delle opere.

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La prima parte dell’intervento riguarda l’abitazione di Giacomo Balla in via Oslavia, acquisita dallo Stato nel 2025. La casa rappresenta una testimonianza particolare della ricerca dell’artista, che estese il proprio linguaggio ben oltre la pittura, coinvolgendo gli spazi domestici, gli arredi, le decorazioni e gli oggetti in una concezione unitaria dell’ambiente. La prima compravendita comprende 45 opere e arredi, tra cui undici elementi appartenenti alla cosiddetta Stanza gialla e verde e tre opere su carta di Balla. Il materiale permetterà di ricostruire con maggiore precisione alcuni ambienti dell’abitazione, seguendo la documentazione storica, e di approfondire anche le trasformazioni intervenute dopo la morte dell’artista, avvenuta nel 1958. Una seconda acquisizione riguarda gli arredi dello Studiolo Rosso, un altro spazio significativo per comprendere il rapporto tra progetto artistico e vita quotidiana nella casa romana. Il loro recupero si inserisce nel percorso che dovrebbe condurre alla riapertura di Casa Balla con un nuovo ordinamento, volto a restituire al pubblico non soltanto singole opere, ma anche la relazione tra gli oggetti e gli ambienti per i quali erano stati concepiti. A queste operazioni si aggiunge l’acquisto di un paravento realizzato da Balla e originariamente collocato nella sua abitazione, perfezionato nelle settimane precedenti dalla Direzione generale Musei. La ricomposizione degli interni ha dunque un valore che supera il semplice recupero degli arredi: consente di avvicinarsi a una concezione dell’arte nella quale la separazione tra opera, spazio espositivo e ambiente abitato perde parte della propria rigidità. Casa Balla diventa così un luogo nel quale osservare concretamente l’estensione della ricerca futurista alla vita quotidiana, attraverso colori, forme, superfici e oggetti.

Il secondo intervento riguarda Mario Sironi e la nascita del Museo Mario Sironi – Centro Studi Sironiani, previsto nella Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra, in piazza Adriana a Roma. La terza compravendita comprende trenta opere acquisite dall’Archivio Mario Sironi di Roma, tra dipinti, lavori su carta, studi, disegni e bozzetti. Il nucleo attraversa diverse fasi dell’attività dell’artista, dal Futurismo alla Metafisica, dalla pittura monumentale degli anni Trenta alla produzione successiva. La varietà dei materiali offre la possibilità di seguire le trasformazioni del suo linguaggio e di confrontare le opere compiute con gli studi preparatori, utili a comprendere le scelte compositive e il processo di elaborazione delle immagini.
I trenta lavori costituiranno il primo nucleo permanente di proprietà statale del futuro museo. Alla raccolta si aggiungeranno oltre novanta opere che l’Archivio Mario Sironi concederà in comodato gratuito, ampliando le possibilità di studio e di esposizione. Il progetto si propone quindi di affiancare alla funzione museale un’attività di ricerca, mettendo a disposizione un insieme di materiali utile a ricostruire la complessità di una figura che attraversa alcune delle principali vicende artistiche e culturali del secolo scorso.

Le acquisizioni per Casa Balla e per il Museo Mario Sironi si inseriscono nella politica del Ministero della Cultura volta ad accrescere le collezioni pubbliche attraverso l’acquisto di opere e nuclei di particolare interesse storico e artistico. Tra gli altri interventi richiamati dal dicastero figurano l’acquisizione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, destinato al Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila, del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio, destinato a Palazzo Barberini a Roma, e degli affreschi della Tomba François di Vulci, esposti al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

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Nel caso di Balla, la priorità è ricostruire un ambiente nel quale l’esperienza artistica si manifesta attraverso l’intero spazio abitato; per Sironi, invece, l’obiettivo è avviare una collezione pubblica capace di documentare le diverse stagioni della sua produzione. Sono due percorsi distinti, accomunati dalla possibilità di rendere accessibili materiali che, una volta inseriti in un progetto museale, potranno diventare strumenti di conoscenza, confronto e approfondimento dell’arte italiana del XX secolo.

**(Nota redazionale: il Ministero specifica che gli atti di compravendita devono ancora essere sottoposti agli organi di controllo prima del perfezionamento delle acquisizioni e della consegna delle opere. Per questo l’articolo distingue la sottoscrizione degli atti dal completamento dell’iter amministrativo).

 

 

(13 ottobre 2026)

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