di Monica Maggi

“Roma ha bisogno di più alberi, più ombra, più aree verdi e di spazi pubblici capaci di migliorare la qualità della vita dei cittadini. La sfida è costruire una città più verde e resiliente attraverso scelte efficaci, sostenibili e capaci di produrre benefici reali per i romani”. Questa è stata la dichiarazione di Sabrina Alfonsi, assessora all’ambiente di Roma nel Municipio I, centro storico. L’assessora aveva anche precisato che erano “in corso approfondimenti di natura tecnica in relazione ai costi dell’opera, stimati in circa 500mila euro”.
Bene, oggi non se ne fa più niente. Perché? Sulla decisione del Campidoglio avrebbero pesato due fattori: “i costi elevati dell’intervento, non sostenibili per un investimento pubblico di questo tipo”, e l’intenzione di “orientare le proprie risorse verso interventi di verde urbano concreto e duraturo”. Quindi questo meraviglioso albero bio-climatico, che avrebbe dato respiro ad una piazza famosa e cara al cuore di tanti romani (anche per noi boomer che canticchiavamo il ritornello di un Claudio Baglioni, lasciato ad aspettare sotto la lampada Osram) non si farà più. La piazza continua a rimanere vuota, assolata, pericolosa per gli over 60 che devono attraversarla.
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(17 luglio 2026)
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