di Monica Maggi

Per una volta i dati su italiani e lettura mi trovano d’accordo. Nel 2025 il 76% degli italiani tra i 15 e i 74 anni, quasi 34 milioni, ha letto (o ascoltato) un libro – almeno in parte – negli ultimi dodici mesi, un numero in aumento del 4% rispetto al 2024 che parlava di un calo vertiginoso. Lo riporta un articolo Ansa che cita l’Osservatorio Aie sulla lettura, a cura di Pepe Research. Questi dati sono stati presentati durante l’ultima edizione della Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione Italiana Editori (Aie) e in scena alla Nuvola di Roma dal 4 all’8 dicembre.La crescita riguarda tutte le età, e in particolare nella fascia tra i 15-17 anni il numero di lettori è cresciuto del 5% nell’ultimo anno, toccando l’89% della popolazione: si tratta di 9 ragazzi su 10. Mi sento di confermare, sottolineare e rimarcare questo aspetto. La lettura è ben altra cosa dall’acquisto del libro: in uno scenario dove un libro appena uscito costa mediamente 20-25 euro (ci sono ancora casi di libri a 18 euro ma sono davvero pochi), le famiglie o i singoli lettori hanno per poche opportunità di spesa. I libri costano cari, ma gli italiani amano leggere, eccome.
Prova ne è l’affluenza del pubblico nei banchetti dell’usato, i gruppi di lettura che nascono sui social, gli incontri di sola condivisione di un libro nelle salette delle librerie. Allora perchè il dato che emerge è di lontananza dalle pagine stampate?
Se i dati provengono dagli scontrini del registratore di cassa è ovvio, tutto è in calo vertiginoso. Inoltre i dati dell’Istat (quelli che parlano di calo nel 2024) non considerano letture “strane”. Infatti considerano solo narrativa e saggistica, mentre non vengono considerati gli appassionati di fumetti, cucina, specialistica e letture cosiddette leggere (Harmony e simili).
Peccato, perchè invece vorrei invitare i signori delle indagini a guardare cosa succede ogni sabato mattina al mercato Serpentara di Roma,dove espongo decine e decine di libri gratis o su offerta libera.
Come diceva un vecchio spot pubblicitario della mia epoca: “Basta la parola (scritta)”.
Il decentramento di Roma: un processo durato quasi mezzo secolo #pensieriniromani
Leggi l'articolo →
(17 aprile 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
