È in via di approvazione definitiva al Senato il DDL Valditara. Una legge che consideriamo grave e pericolosa per la scuola pubblica e per il diritto all’educazione.
Come associazioni e Centri Antiviolenza da anni impegnati nella prevenzione della violenza maschile contro le donne, nella promozione dei diritti LGBTQIA+, nell’educazione sessuo-affettiva, nell’educazione al consenso, nella lotta ai bullismi omolesbobitransfobici e a ogni forma di discriminazione, siamo in presidio sotto il Senato per ribadire con forza la nostra contrarietà a un provvedimento che non solo non affronta le urgenze educative del presente, ma rischia di aggravarle.
In un Paese come l’Italia, già unico tra i fondatori UE a non prevedere l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, il testo in discussione interviene in modo regressivo sul sistema educativo, contribuendo ad aumentare le diseguaglianze e limitando l’accesso a percorsi che accrescono le competenze emotive e sociali fondamentali per la crescita delle nuove generazioni. Sul piano della prevenzione, la legge si dimostra del tutto inadeguata: invece di rafforzare gli strumenti utili a contrastare le violenze di genere, ostacola proprio quei percorsi educativi che permettono di riconoscerla, nominarla e prevenirla.
Si torna così a produrre silenzi e tabù su temi centrali come il corpo, le relazioni, l’affettività e l’identità di genere, lasciando le nuove generazioni più sole e più fragili di fronte a dinamiche complesse che la scuola dovrebbe invece aiutare a comprendere. Allo stesso tempo, il provvedimento genera un clima di pressione e sfiducia nelle istituzioni scolastiche, scaricando responsabilità su insegnanti e dirigenze scolastiche, senza fornire strumenti adeguati e comprimendo, nei fatti, la libertà di insegnamento.
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Leggi l'articolo →In un momento storico in cui nelle scuole emergono con sempre maggiore evidenza episodi di violenza, discriminazione, bullismo, disagio e suicidio, la risposta del Governo è quella di arretrare, limitare, censurare, ignorando tutte le linee guida internazionale, dall’OMS all’UNESCO. Si tratta di una scelta politica che mostra un divario profondo tra chi governa e la realtà del Paese. Studenti, insegnanti, famiglie e associazioni chiedono da anni più strumenti educativi, più prevenzione, più capacità di leggere il presente. Questa legge va nella direzione opposta.
L’educazione sessuo-affettiva non è un’aggiunta ideologica, ma una infrastruttura democratica fondamentale: contribuisce alla costruzione di relazioni sane, alla prevenzione della violenza, al riconoscimento dei diritti e dei confini. Ostacolarla significa esporre le nuove generazioni a maggiori rischi e ridurre la capacità della scuola di svolgere il proprio ruolo.
Per queste ragioni siamo oggi in presidio e continueremo a mobilitarci per difendere la scuola pubblica, la libertà di insegnamento e il diritto a un’educazione laica e inclusiva.

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Leggi l'articolo →La mobilitazione è promossa da:
Italy Needs Sex Education, Meglio a Colori, Educare alle DifferenzeAderiscono:
Casa Internazionale delle Donne, Lucha y Siesta, ActionAid, UDS, Fondazione Una Nessuna Centomila, Coordinamento Genitori Democratici, Agedo, Circolo Mario Mieli, Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Ygrò, Gaynet, Libellula, Di’Gay Project, TGenus, CEST, Agapanto, Plus Roma, SCOSSE APS, Cooperativa Be Free, Crea del Mezzogiorno, Spazio Libero APS, Sud Est Donne, Gaiaitalia.com Notizie.Adesioni politiche
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(22 aprile 2026)
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